2016Curiosità dalla F1Gran Premio Messico

Formula 1 | Johnny Herbert dice la sua su quanto successo in Messico: “Due errori da evitare”

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È passata una settimana dai fattacci del Messico che hanno mostrato il lato meno piacevole della Formula 1, eppure i due casi che hanno coinvolto Sebastian Vettel continuano ad essere sulla bocca di tutti. Anche di Johnny Herbert, ex-compagno di squadra di Michael Schumacher negli anni d’oro della Benetton ed oggi commentatore per Sky Sport UK, che in occasione della presentazione della propria autobiografia ha voluto dare il proprio giudizio su quanto successo.

Innanzitutto per l’ex pilota inglese le accuse del ferrarista nei confronti del direttore di corsa Charlie Whiting sono da considerarsi inaccettabili: “La cosa peggiore è stato il suo attacco diretto, si è andati veramente oltre ogni limite e quindi una sanzione doveva essere comminata in quella circostanza”.
Abbiamo sentito un Sebastian Vettel imprecare a più non posso: in fin dei conti tutti noi amiamo sentire la voce dei piloti dal vivo, ma certe volte bisogna stare molto attenti a soppesare bene le parole che si intende utilizzare”.

Ma allo stesso modo anche la penalità inflitta al tedesco della Ferrari per essersi difeso da Daniel Ricciardo si è rivelata, secondo Johnny Herbert, un altro abbaglio dalla Race Direction: “Sono rimasto sorpreso dalla decisione presa nei confronti di Seb: eravamo di fronte ad una bellissima battaglia, che c’era di sbagliato? Non era altro che un corpo a corpo, bisognava lasciarli gareggiare”.

Infine ecco il commento riguardante il taglio della curva #1 rispetto al quale il solo Max Verstappen è stato sanzionato: “Ricordo che quando correvo mi è capitato moltissime volte di pensare alla possibilità di sfruttare un fuoripista in modo da ottenere un vantaggio sui miei avversari – spiega l’inglese di Brentwood – E ci avrei provato se solo avessi potuto farla franca, ma sapevo che in pista ci sono delle regole e dei limiti che devono essere rispettati: chiunque abbia un parere differente dimostra che tagliando le curve ha proprio qualcosa da guadagnarci”.

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Giulio Scrinzi

Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? "Keep fighting".

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