DichiarazioniGran Premio Italia

Formula 1 | GP Italia, Max Verstappen avverte: “Non cambierò il mio approccio”

Max Verstappen si dichiara convinto del suo modo di correre, nonostante le critiche. E Daniel Ricciardo capisce le sue ragioni

È una vigilia particolarmente “calda” quella che conduce al Gran Premio d’Italia di questo fine settimana. In conferenza stampa, Vettel e Raikkonen hanno tenuto i toni bassi riguardo ai fatti del Belgio con Max Verstappen, ma c’è da scommetterci che basterà poco perché l’argomento torni a scaldare gli animi. Vettel ostenta tranquillità, ammettendo di non avere concesso abbastanza spazio alla prima curva (“Non potevo vedere che c’erano addirittura due macchine al mio interno, se potessi tornare indietro ovviamente lascerei più spazio a Kimi” è la sua tesi) e, riguardo a Verstappen, dice di non avergli ancora parlato, ma che probabilmente ci sarà l’opportunità di farlo a breve.

Se qualcuno, però, crede che Max sia disposto a rivedere il suo approccio ai duelli ravvicinati, si sbaglia di grosso. A chi continua a criticarlo di eccessiva aggressività, Verstappen risponde con un paragone calcistico: “Prendete un attaccante come Ibrahimovic e mettetelo in difesa. Funzionerebbe? Avrebbe senso fare così solo perché magari la gente pensa che sarebbe un buon difensore? Io non credo proprio. Se lui è bravo ad attaccare, continuerà ad attaccare, senza curarsi di quello che la gente dice di lui. Quindi, il fatto che qualcuno mi dica di cambiare il mio modo di correre non inciderà minimamente sul mio approccio alle gare. Del resto, non ho mai ricevuto una penalità per come ho corso, quindi non cambierò di certo adesso”.

Ma non è tutto. Verstappen risponde in maniera perentoria anche a chi paragona la sua manovra difensiva contro Raikkonen al Kemmel a quella di Michael Schumacher nei confronti di Mika Hakkinen nel GP del Belgio 2000, quando il tedesco si difese in modo molto deciso dagli attacchi del finlandese, che in conferenza stampa dichiarò di non avere gradito il comportamento del ferrarista. “Ho presente quella manovra. Ma, in fin dei conti, Schumacher è un sette volte campione del mondo, no?” replica Verstappen con convinzione.

Sul “caso Verstappen” è intervenuto anche il suo compagno di squadra, Daniel Ricciardo. “Capisco Kimi e capisco Max – è l’opinione dell’australiano –, bisogna solo trovare il giusto equilibrio in ogni cosa. E Max lo troverà. Ha solo 18 anni e io alla sua età ero ancora lontano da questi traguardi. In Formula 1 tutto accade velocemente, per questo non è sempre facile giudicare con precisione dagli specchietti a quale velocità una macchina si sta avvicinando. Non sono in disaccordo con Kimi, ma sono sicuro che Verstappen saprà ascoltare. Probabilmente è anche una questione di età: Max sta diventando un uomo e vuole preservare il suo stile e il suo approccio alle corse. Quindi, se qualcuno gli dice di cambiare, la sua reazione naturale è di non ascoltare, proseguendo per la sua strada”.

Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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