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Formula 1 | GP Giappone 2016, ecco cos’è successo al propulsore della W07 di Lewis Hamilton

Un'analisi approfondita sulla monoposto di Lewis Hamilton ha indotto la Mercedes a rivedere i parametri di funzionamento dei propri motori

Lo scorso appuntamento di Sepang non ha portato fortuna a Lewis Hamilton visto che a quindici giri dalla fine il motore della sua W07 ha alzato bandiera bianca in quello che è stato il terzo cedimento del propulsore tedesco dall’inizio dell’anno.
La successiva analisi sul V6 turbo-ibrido incriminato ha portato alla luce una perdita della pressione dell’olio nella curva finale del tracciato con conseguente rottura dei cuscinetti posti sulla testa delle bielle dell’albero a gomiti una volta che la monoposto è passata sul rettilineo.

Un problema occorso senza alcun preavviso dopo soli 618km, il che ha costretto la Mercedes a correre ai ripari introducendo per il team ufficiale e per quelli clienti dei nuovi parametri di funzionamento tarati al ribasso.
Tra i nuovi settaggi ci sarà una specifica dell’olio differente e molto più conservativa per evitare che altri inconvenienti del genere possano capitare in futuro.

A tal proposito Lewis Hamilton a Suzuka ritornerà ad utilizzare la vecchia power unit che ha usato a Singapore mentre Nico Rosberg continuerà con lo sviluppo di quella utilizzata in Malesia.
Inoltre ciò che è successo a Sepang ha portato come ulteriore conseguenza un ritardo nell’introduzione delle nuove versioni per i propulsori clienti della Williams, della Force India e della MRT05 di Pascal Wehrlein i quali continueranno con il block utilizzato lo scorso weekend.

Un disagio del quale se ne riparlerà ad Austin e che, al contrario, non tocca la Manor di Esteban Ocon che già da principio non era inserita nel ciclo programmato di aggiornamento dei motori Mercedes.

Giulio Scrinzi

Sono nato il 21/04/1993 a Rovereto e fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per tutto ciò che è veloce e che ha un motore. La Formula 1 rappresenta per me un'opportunità come giornalista ma anche il sogno di una vita: diventare un pilota. I miei miti? Michael Schumacher e Ayrton Senna. Il mio motto? "Keep fighting".

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