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Formula 1 | Gasly in Red Bull: un’occasione che ripaga la delusione dopo il titolo in GP2

Sarà Gasly ad affiancare Verstappen in Red Bull nel 2019: per il francese è una soddisfazione ed una rivincita dopo non essere approdato in Formula 1 nel 2017

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La Formula 1 è un mondo completamente diverso da tutti gli altri sport dove per emergere non basta il talento, ma bisogna farsi trovare pronti al momento giusto e nel posto giusto. Lo sa bene Pierre Gasly, la cui carriera in Formula 1 ci ha messo un po’ di tempo a decollare. Il giovane francese scuola Red Bull ha iniziato a farsi conoscere trionfando in GP2 nel 2016, una categoria da sempre complicata e con un livello di piloti altissimo. Riuscire ad emergere nella categoria cadetta della Formula 1 è una dimostrazione di forza, talento e maturità: tutte qualità presenti in Gasly che però non sono bastate per avere un posto in Formula 1 nel 2017, essendo occupati tutti i sedili dei team che lo hanno cresciuto, ovvero Toro Rosso e Red Bull.

La carriera del pilota francese è dovuta continuare in altre categorie, in attesa della grande chiamata in Formula 1 la quale però non tarda ad arrivare. 1 Ottobre 2017, Gran Premio della Malesia, Gasly è chiamato dal team Toro Rosso a sostituire Danil Kvyat a seguito delle prestazioni deludenti del russo: un’occasione unica per mettersi in mostra. Nel 2017 corre le ultime 5 gare, con prestazioni che gli valgono la riconferma per il mondiale successivo: da quel momento la carriera di Gasly ha preso il volo, con il passaggio in Red Bull, ufficializzato nell’agosto dello scorso anno, a coronare un percorso lungo e difficile, affrontato però brillantemente.

Gasly toro rosso

Pierre è un ragazzo con la testa a posto ed un grande lavoratore, che ha sudato e si è guadagnato una carriera che, seppur è solamente all’inizio, ha tutto per essere brillante: “Ho sempre creduto che se fai le cose per bene, tutto poi torna indietro. Sono davvero felice di vedere i miei sforzi ripagati adesso, sono riuscito a cogliere grandi opportunità grazie al duro lavoro che ho compiuto in passato“, ha affermato Gasly. Il salto in Red Bull è un passaggio molto importante per la carriera del giovane francese, il quale ha assistito ad un netto cambiamento della sua vita sportiva: “La mia vita è cambiata parecchio nel corso dell’ultimo anno. Spesso mi sono detto che dovevo spingere al massimo delle mie possibilità per fare in modo di cambiare il mio destino ed ottenere il meglio“, ha dichiarato il francese.

Gasly è stato il prescelto dalla Red Bull per sostituire Daniel Ricciardo, passato in Renault: un’eredità importante che aumenta le aspettative attorno a questo ragazzo, il quale dovrà anche da fare i conti con Verstappen, compagno di squadra e primo rivale. Due storie molto diverse quelle di Max e Pierre: se Verstappen è stato etichettato subito come predestinato arrivando in Formula 1 senza passare dalla Formula 2, il percorso di Gasly è stato estremamente differente, ricordando di più le gesta di Sebastian Vettel nei suoi primi anni nel circus. “Seb in passato ha percorso la stessa strada che sto facendo io. Ha corso con Toro Rosso per un anno e mezzo e poi è passato in Red Bull ottenendo una grande serie di successi. Anche Max ha fatto come noi arrivando presto in Formula 1“, ha detto Gasly.

F1 Testing Budapest, Hungary 1 - 2 August 2017
(L to R): Max Verstappen (NLD) Red Bull Racing with Pierre Gasly (FRA) Red Bull Racing Test Driver.
01.08.2017.

Mancano poche settimane ai primi test di Barcellona e lì potremmo già avere le prime risposte da parte di Gasly, il quale tornerà a guidare la Red Bull dopo i test Pirelli effettuati i giorni successivi all’ultimo Gran Premio di Abu Dhabi. Nella storia recente del team austriaco ci sono stati sia piloti vincenti che piloti che hanno fallito, come ad esempio Kvyat: “Ovviamente tutto dipenderà da me, ma io non voglio guardare a quei piloti che hanno fallito. Certamente bisogna anche considerare cosa è andato storto in passato ed imparare da quegli errori, ma io mi voglio ispirare a quei piloti che sono stati vincenti. Sono loro i miei esempi”, ha concluso Gasly.

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Andrea Barilaro

Mi chiamo Andrea, ho 21 anni, abito a Milano e sono uno studente universitario. Ho una passione enorme per Formula 1 fin da piccolo, e negli anni questa passione è diventata sempre più grande. Il sogno è quello di far diventare questa passione un lavoro in futuro: ho iniziato a scrivere i primi piccoli articoli già a 10 anni, e col passare del tempo ho sempre dedicato molto tempo a questa passione. Il primo ricordo di Formula 1 che ho risale al gran premio di Monza del 2007, quando andai all'autodromo per la prima volta con mio padre a vedere la gara, e da quel momento non ho più abbandonato questo meraviglioso sport.

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