2019Formula 1Gran Premio Azerbaijan

Formula 1 | Ferrari, chi è il colpevole?

Anche a Baku la Ferrari torna a casa con parecchi rimpianti. Ma chi ha sbagliato di più in questo weekend, i piloti o il team?

Dopo la quarta gara del mondiale che si è corsa domenica in Azerbaijan, purtroppo ci ritroviamo ancora a parlare di che cosa sia andato storto alla Ferrari, e del perché non sia riuscita ancora una volta a impensierire le Mercedes, soprattutto questo weekend che, stando ai tempi del venerdì, la Rossa sembrava poter lottare per la pole e per vincere la gara.

Il punto di svolta in negativo del fine settimana in Azerbaijan per la Ferrari è stato l’incidente di Charles Leclerc al sabato durante il Q2. Sì perché era già chiaro dalle prove libere del giorno prima che il pilota che sembrava avere in mano la pole fosse Charles Leclerc, e non Sebastian Vettel. Il giovane monegasco aveva infatti dimostrato di essere più veloce del compagno di squadra, così come era successo in Bahrain.

Viene però da chiedersi: la responsabilità dell’incidente di Charles Leclerc è da imputare al pilota, o ai tecnici della Ferrari, colpevoli di avergli montato nel Q2 la gomma media e non la soft? La verità probabilmente sta nel mezzo.

La Ferrari ha scelto di cercare di passare il taglio del Q2 con la gomma media per avere un vantaggio in gara il giorno dopo. Quello che sorprende però è che questo azzardo non lo ha preso in considerazione nessun’altra scuderia, soprattutto né la Mercedes né la Red Bull. Si sapeva che Baku è un circuito in cui si fatica a far scaldare le gomme, quindi si può dire per certo che con questa scelta la Ferrari ha sbagliato.

Bisogna però anche dire che l’errore di Charles Leclerc c’è stato. Perché se da un lato la Ferrari si è presa dei rischi mettendo le gomme medie nel Q2, dall’altro lato è il pilota che deve poi misurare i limiti della vettura e cercare di portare a casa il tempo senza “strafare” in un momento in cui non c’era bisogno di farlo.

Perché Charles Leclerc ha voluto forzare così tanto la vettura nel Q2 quando non era necessario? Probabilmente perché per tutto il fine settimana il suo obiettivo era quello di dimostrare di essere costantemente più veloce di Sebastian Vettel, e poter così ribaltare le gerarchie del team. E soprattutto, quindi, non dover essere più costretto a subire fastidiosi ordini di scuderia come successo in Australia e in Cina.

Allo stesso modo, anche la gara di domenica di Sebastian Vettel fa pensare che il pilota tedesco si sia accontentato di chiudere terzo, soddisfatto di finire davanti a Charles Leclerc, ma dimenticandosi così di attaccare le Mercedes.

Quel che è certo è che, come ha detto Sebastian Vettel, in casa Ferrari c’è molto lavoro da fare. Appuntamento tra dieci giorni a Barcellona.

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Luca Brambilla

Studente universitario all'università di Trento. Redattore presso F1world.it. Appassionato di social media marketing, cinema e sport.

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