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Formula 1 | Come perdere un mondiale di Formula 1!

In Giappone è arrivato l’ennesimo errore di Sebastian Vettel, che ha praticamente messo fine alle speranze mondiali della Ferrari

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Alzi la mano chi di voi ha ancora bene in mente il team radio di Sebastian Vettel dopo la vittoria di Silverstone, ‘Ahahaha qui a casa loro!’. Una risatina isterica, beffarda. Quasi strafottente nei confronti della Mercedes. Un momento, quello, in cui Vettel e la Ferrari si sono sentiti invincibili.
Come Achille immerso nel fiume Stige. Già Achille, eroe immortale, ma con un enorme punto debole: quel tallone fatale. Una trama che calza a pennello con questa Ferrari. Una macchina formidabile, ma con una terribile debolezza: il pilota.

Seppur gravi, possiamo starcene a parlare quanto vogliamo di alcuni errori strategici, ma la verità è che quest’anno al Cavallino, è mancato il pilota. E’ mancata la lucidità, la razionalità, la freddezza necessari per gestire alcuni momenti critici. Il Vettel di quest’anno, non è stato quel famelico tedesco che ai tempi della Red Bull, dopo due giri aveva già 3 secondi di vantaggio sugli inseguitori.

Il Vettel di quest’anno ha commesso tanti, troppi errori. Spesso dettati dalla foga, la foga di chi vuole dimostrare di essere il migliore, di chi si prefissa un traguardo importante, come il quinto mondiale. La stessa foga di chi vede allontanarsi piano piano quel trofeo dalle mani.

La chiave di volta di questa stagione è stata senza dubbio quel fatidico Gp di Germania, quando Vettel a pochi giri dalla fine si è lasciato sfuggire una gara fino a quel momento dominata, terminando la corsa nelle barriere del Motodrom. La settimana dopo in Ungheria poteva arrivare la rivincita, ma di mezzo ci si è messa la pioggia, che in qualifica ha annullato il vantaggio che le Rosse avevano sul tracciato magiaro.
Di li in poi più nulla. Ok, c’è stata la vittoria a Spa, la prima fila a Monza. Ma sono tutte cose che oggi appaiono come misere consolazioni di una stagione che poteva essere quella giusta ed invece anche quest’anno si vince l’anno prossimo.

Quello del tedesco a Suzuka è stato l’ultimo di una lunga serie di errori iniziata in Azerbaijan e finita, si spera, alla curva Spoon. Da notare un dettaglio. Dopo il Gran Premio del Giappone dell’anno scorso la situazione di classifica era quasi la stessa. Con una differenza sostanziale, però. Mentre l’anno scorso a consegnare il titolo ad Hamilton furono i tanti problemi di affidabiltà riscontrati nella tourneè asiatica, quest’anno, al 90%, a pesare sul mondiale sarà soltanto la variabile umana. Alla faccia di chi dice che in Formula 1 il pilota non conta più nulla!

A questo punto, con il campionato che ha preso la strada di Brackley, non ci resta che fare una triste constatazione. Quest’anno Sebastian Vettel ha spiegato al mondo intero una cosa: come perdere un mondiale di Formula 1!

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Gabriele Gramigna

Mi chiamo Gabriele, ho 17 anni e frequento il quinto liceo scientifico di Campobasso. Sono cresciuto con una grande passione per i motori, che è sfociata in un amore viscerale per la massima competizione motoristica, la Formula 1. A farmene innamorare un certo Fernando Alonso, pilota che tifo dal 2013!

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