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Flörsch: “In Formula 1 le donne sono ‘soprammobili’ ”

La tedesca si è lamentata della mancanza di pari opportunità tra donne e uomini all’interno delle scuderie del Circus

Flörsch ha spiegato il motivo delle sue critiche rivolte alla Ferrari, che tempo fa ha dichiarato di voler aprire le porte dell’Academy a piloti donne. Quelle che sembrano pari opportunità per ambo i sessi, alla tedesca fanno un altro effetto

E’ ormai un tema molto dibattuto quello della figura femminile presente all’interno delle scuderie dei Circus in Formula 1.
E’ capitato spesso di leggere interviste a giornaliste del settore, che, alla domanda se le donne ricevessero le stesse opportunità dei colleghi uomini o se in qualche modo avvertissero un trattamento differente, hanno risposto con fermezza che no, il Circus è pieno di donne affermate, apprezzate e di cui viene costantemente riconosciuto il talento. Ma chi vive questa realtà dall’interno dei team, quotidianamente e a 360 gradi, ha un’idea un poco diversa, e non è certo positiva.
E’ il caso di Sophia Flörsch, pilota automobilistica tedesca del campionato F3, che ha recentemente commentato la scelta di Ferrari di aprire le porte della propria Academy a piloti donne promettenti.  Secondo la Flörsch infatti, questa mossa mostrerebbe tutta l’ipocrisia di un mondo ancora fortemente maschilista, interessato alla figura femminile solo per questioni di marketing e nient’altro.

PARI OPPORTUNITA’ PER UOMO E DONNA: OBBIETTIVO ANCORA LONTANO

Sono forti le dichiarazione della giovane tedesca, che non ha risparmiato le critiche a una mondo ancora ben lungi dall’essere l’emblema dell’uguaglianza e dei pari trattamenti. Quello che a prima vista potrebbe apparire un segno del progresso, secondo Sophia sarebbe un tentativo mal celato di proporre per l’ennesima volta l’immagine femminile come mero suppellettile di una realtà prepotentemente dominata dall’uomo.
E’ importante che le ragazze abbiano le stesse opportunità e lo stesso supporto dei ragazzi; ad esempio, come Mick Schumacher, che è  nell’Accademia, e non serve solo come trovata pubblicitaria” – ha affermato schiettamente la diciannovenne.

Sophia ha specificato che il suo messaggio non era rivolto contro la Ferrari, ma che la sua intenzione era quella di ricordare il ruolo di “soprammobile” che molte donne interpretano in assenza di aiuto da parte delle proprie squadre. Ha poi indicato Jamie Chadwick, pilota di sviluppo Williams, come chiaro esempio.
Se la Ferrari volesse davvero supportare le donne mi piacerebbe molto. Inoltre, non voglio dire nulla di negativo sulla Ferrari. Volevo solo sottolineare che in passato era più comune per i team circondarsi solo di donne, ma la conclusione era che non le aiutavano veramente” – ha poi aggiunto.

FLÖRSCH E IL CASO CHADWICK

E’ questo lo spirito del progresso? Fino a che saremo solo motivo per fare del marketing nel mondo delle corse, nulla cambierà. Dobbiamo mostrare che siamo uguali” – ha scritto in un suo recente tweet la pilota.

Come riporta soymotor.com, la Flörsch ha fatto inoltre l’esempio di un’altra giovane pilota, vittima di questo sistema maschilista. Si tratta di Jamie Chadwick: “Lo si può vedere con Jamie Chadwick. Le è rimasto un altro anno nella serie W perché non ha ancora abbastanza soldi per la FIA Formula 3. Quindi perde due anni in una categoria in cui purtroppo il livello è inferiore rispetto a un campionato in cui corrono gli uomini ” – ha poi concluso Flörsch.

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Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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