DichiarazioniFormula 1

FIA: da “No Mickey!” a no gioielli ma Hamilton non ci sta

Il sette volte campione del mondo è spazientito dalle prese di posizione della Federazione sui “piccoli particolari”

Lewis Hamilton è critico sul modus operandi della FIA dopo alcune decisioni dei race directors

Anno nuovo vita nuova. Non sembra di questa idea Lewis Hamilton, che durante il weekend di Melbourne ha messo più volte in discussione le nuove direttive FIA riguardo la sicurezza, decise per il campionato 2022. La Federazione ha apportato una miriade di cambiamenti sia nel regolamento sia nella struttura stessa come conseguenza dei fatti provocati dalla finale del campionato 2021. Campionato che ha portato alla vittoria del titolo mondiale il giovane pilota Red Bull Max Verstappen. Una vittoria che come ricordiamo ha provocato polemiche e indagini in particolar modo sulla gestione della gara da parte dell’ormai celeberrimo direttore di allora, Michael Masi.

Nonostante l’ex direttore di gara abbia perso il lavoro, il titolo di campione è rimasto a Verstappen e nessuna colpa è stata davvero trovata nel direttore di gara. Masi avrebbe solo improvvisato, data la portata straordinaria in cui si è ritrovato negli ultimi giri del GP di Abu Dhabi. Per ovviare a queste situazioni, la FIA ha optato per la creazione di una Virtual Race Room (una specie di VAR calcistico) in grado di dare supporto ai race directors.

Chi ha preso il posto di Masi?

Per non ricadere in critiche e attacchi per via della fallibilità umana, ora i direttori gara saranno molteplici e si sostituiranno con l’avanzamento del campionato. In questo modo, la FIA spera di risanare la propria immagine ma non sembra esserci riuscita particolarmente fino ad ora. Per le prime tre gare targate 2022 il direttore di gara è stato Niels Wittich mentre ad Imola troveremo Eduardo Freitas.

Wittich ha attirato a sé le critiche di molti piloti e personaggi del Circus per via di alcune nette prese di posizione ma anche fatti imbarazzanti. Dal track marker posizionato troppo vicino al terreno e centrato in pieno da Lando Norris a Jeddah, alla totale impreparazione nel trattare la pista post incidente di Mick Schumacher, alla richiesta di vestiti intimi ignifughi e rimozione di piercing e gioielli.

“Il briefing più lungo della mia vita”

Con queste parole Hamilton racconta la riunione pre-gara a Melbourne, nella quale gli è stato intimato di togliere tutti i suoi gioielli e piercing, dato che non sarebbero stati tollerati per motivi di sicurezza. “Corro da molti anni ormai. Non c’è mai stato un briefing così lungo afferma Lewis, e prosegue: “Mi chiedo perché la FIA abbia deciso di impuntarsi su piccolezze come biancheria e gioielli. Davvero dobbiamo parlare di questo?”.

Per quanto riguarda la biancheria intima, la richiesta della FIA è quella di indossare vestiti ignifughi ma più che comprensione per il volere incrementare la sicurezza, la nuova regola ha trovato risate e battute da parte del paddock; per esempio Gasly subito dopo il briefing ha commentato che la FIA può anche controllargli il fondoschiena.

Lewis ha spiegato anche come non possa fisicamente rimuovere molti dei suoi piercing. Molti di questi sono fissi. Hamilton ha anche colto la palla al balzo per muovere lui stesso una critica all’operato FIA facendo notare che durante la riunione nessun membro della Federazione portava la mascherina ma solo pochi piloti, definendo quindi la riunione come inusuale e non professionale.

Valerio Vanazzi

Classe 1999. Laureato in Storia Contemporanea ma anche Perito meccatronico. Appassionato di cinema e motori, nonché grande tifoso McLaren. Da marzo 2022 redattore per F1world.

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