Analisi della redazione

Ferrari, presentato il sestetto di direttori tecnici

Ma rimane l’attesa per l’arrivo di un unico direttore tecnico, come in Mercedes e Red Bull: per inizio autunno potrebbero esserci novità

L’organigramma della Ferrari fa discutere ancora

Spesso ‘rimproverata’ di non adottare una unica figura di direttore tecnico, prediligendo invece una struttura orizzontale, la Ferrari ha aggiornato sul proprio sito web la posizione dei singoli tecnici: quelli, per intenderci, subordinati a Mattia Binotto. Il team principal della Rossa, nel 2019, rifiutò il ruolo congiunto di direttore tecnico, che avrebbe accumulato su di lui un carico eccessivo di responsabilità. Di conseguenza, quel posto di direttore tecnico è rimasto vacante, salvo ora essere stato attribuito a… sei tecnici. Questo in attesa, secondo Motorsport.com, dell’arrivo di un direttore tecnico che accentri le prerogative a lui connesse su un’unica persona. Cosa che dovrebbe avverarsi, probabilmente, per la fine di settembre, quando la messa a punto di un nuovo organigramma sarà solo il primo step verso la pianificazione del 2022. L’anno della rivoluzione.

SEI POLTRONE PER SEI

Le figure dei nuovi direttori tecnici sono illustrate nel sito ufficiale: Enrico Cardile, capo del Performance Development, Matteo Togninalli, il responsabile degli ingegneri di pista, Simone Resta, preposto all’area telaistica, Laurent Mekies per la direzione sportiva, Inaki Rueda per la strategia ed Enrico Gualtieri per il comparto motoristico. Sono loro i sei identikit di direttori tecnici della Scuderia. Questa organizzazione, chiaramente, non risolve il problema di fondo, già sollevato a più riprese: chi prende la decisione finale? È ipotizzabile che rimanga comunque Binotto al di sopra dei sei direttori tecnici, a livello gerarchico. Dunque la responsabilità maggiore è sulle spalle dell’ingegnere ginevrino.

DT CERCASI

Ma per quanto? Motorsport.com parla di un nuovo dt in arrivo per la Scuderia: il timeline per il suo insediamento dovrebbe essere appunto fine settembre (a proposito, alcuni vociferano di James Key, ora alla McLaren), il periodo ideale per cominciare a mettere le basi in vista del 2022. La prossima stagione, in Ferrari, viene data come anno di transizione: non cambieranno le regole tecniche e, con un regolamento a fine ciclo, è facile ipotizzare che i progetti rimarranno congelati. Il mirino è invece puntato sulla stagione successiva. John Elkann l’ha detto chiaro e tondo che tra due anni la Rossa vuole aprire un ciclo. Per farlo, bisogna mettere le basi ora. 

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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