Analisi della redazioneFormula 1Gran Premio 70° Anniversario

L’olandese volante rompe la noia. Leclerc, sussulto Ferrari

Verstappen vince, il monegasco porta la Rossa al quarto posto. Una domenica diversa nei 70 anni di Formula 1

Date una monoposto a Verstappen e Leclerc. Il primo ce l’ha già, più o meno, e gli manca anche poco per ambire a vette alte

Weekend perfetto per l’olandese volante, che vince la sua nona gara in carriera dando undici secondi a Hamilton e diciannove a Bottas, che tradotto vuol dire sonora sconfitta per le frecce nere. Il secondo GP a Silverstone celebra i 70 anni di Formula 1, e nell’immaginario degli appassionati, la Hall of Fame ha due posti prenotati per Max e Charles, si spostassero le Mercedes. Potrebbe capitare fra dodici mesi, se il 12 agosto Wolff decidesse di non firmare l’agognato patto della Concordia da rinnovare dopo sette anni, scenario fantascientifico al quale concediamo però un piccolo fondo di verità. Ma a questa Formula 1 così imprigionata nella burocrazia e nella politica, preferiamo certamente quella che corre sull’asfalto.

MERCEDES IN AFFANNO

Per ora le Mercedes ci sono, ma i due talenti il loro lo fanno sempre: Verstappen ha tenuto bene in gara, Leclerc, partito nono, ha cercato di tirar fuori il massimo dalla vettura e a 8 giri dal termine era salito virtualmente anche sul podio. Prima che il sei volte campione del mondo della Mercedes prendesse la rincorsa con la mescola fresca e lo facesse fuori nonostante una buona resistenza, operazione replicata sul compagno di squadra Bottas che aveva il doppio dei giri del compagno di scuderia sul groppone delle sue Pirelli. La mescola più morbida di un grado ha creato scompiglio, ma c’è stato anche un calo di prestazione e una imprevedibilità che ha permesso un risultato meno scontato. 

GLI ALTRI

C’è gloria anche per l’altra Red Bull di Albon, impegnato a difendere il sedile della sua vettura dallo spettro di una retrocessione in Alpha Tauri, giunto quinto. Peccato per Hulkenberg, chiamato a sostituire Perez: partito terzo, sbaglia la partenza e finisce sesto. Ennesimo fine settimana da dimenticare per Vettel: giù il motore al sabato, in testacoda la domenica al via dall’undicesima posizione, e lamentele a fine gara sulla strategia a suo dire penalizzante a lui riservata. Binotto non concorda, e questo pare solo l‘ennesimo capitolo di una brutta faccenda. Il licenziamento di Prost nel 1991 resta un precedente vivo, e mai quanto quest’anno la situazione pare analoga.

Alla parola “camion”, quella che il francese disse a mezzo stampa dopo il GP del Giappone a Suzuka, che scapperà anche dalla bocca di Vettel, potrebbe arrivare l’esonero. Naturalmente scherziamo, ma non troppo. Di certo, al tedesco quattro volte campione del mondo, ne capitano di tutti i colori. Ed è una ingloriosa parabola discendente per lui che è il terzo pilota più vincente d’ogni tempo con 53 Gran Premi, secondo solo a Hamilton e Schumacher. Intanto ringraziamo l’olandese volante, che scavalca Bottas al secondo posto della classifica generale: volevamo almeno una corsa diversa, meno soporifera e dal risultato meno scontato. L’abbiamo avuta. 

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