Formula 1

Ferrari, cambia l’organizzazione!

Dopo un avvio di deludente la GES passa ad una struttura piramidale

Tramite un comunicato stampa la Scuderia Ferrari ha rivelato le novità dal punto di vista gestionale

In Ferrari i cambiamenti  dopo le prime disastrose trasferte sono arrivati. Cambia la struttura, cambia il metodo ma non le persone. Mattia Binotto ha deciso di dare maggior fiducia a persone già impiegate sul progetto della SF100.

Si passa, quindi, da un’organizzazione orizzontale, a una struttura piramidale con i rispettivi responsabili che avranno maggiori poteri. Enrico Cardile, che in molti davano per uscente, andrà al comando di una nuova area che è stata chiamata Performance Development.

Le altre aree di competenza rimangono invariate: Enrico Gualtieri resta responsabile della Power Unit, Laurent Mekies è il Direttore Sportivo e responsabile delle attività di pista, mentre Simone Resta è confermato a capo dell’area Ingegneria Telaio.

La Ferrari dunque cambia volto, senza stravolgimenti, ma puntando alla continuità. In Formula 1 spesso l’arma vincente è la stabilità, mentre il team è lo stesso che nel 2017 e nel 2018, riuscì a mettere in pista auto quasi da Mondiale.

“Come avevamo anticipato nei giorni scorsi – ha detto Binotto tramite un comunicato stampa – , abbiamo voluto intervenire sulla struttura organizzativa dell’area tecnica in modo da rendere sempre più veloce ed efficiente il processo di ideazione e sviluppo della prestazione della vettura”.

“C’era bisogno di dare una sterzata, identificando in maniera più netta responsabilità e processi e, al tempo stesso, ribadendo la fiducia dell’Azienda in questo gruppo tecnico. L’area affidata ad Enrico Cardile, che si avvarrà del contributo di esperienza di Rory Byrne e continuerà a contare su un tecnico preparato come David Sanchez, sarà il fulcro dello sviluppo della prestazione della monoposto”.

“Siamo convinti che il valore delle persone Ferrari sia di assoluto livello e non abbia nulla da invidiare a quello dei nostri maggiori concorrenti, però dovevamo intervenire per dare un segnale forte di discontinuità, alzando l’asticella delle responsabilità dei leader di ciascuna area”.

“L’abbiamo detto più volte ma vale la pena ripeterlo: abbiamo iniziato a gettare le fondamenta di un processo che ci deve portare a costruire un nuovo ciclo vincente, duraturo nel tempo. È un percorso lungo, che può subire delle battute d’arresto come quella che stiamo vivendo attualmente in termini di risultati e di prestazione, ma che ci deve veder reagire con forza e determinazione per ritornare il prima possibile ad essere protagonisti assoluti in questo sport. Questo è ciò che vogliamo tutti noi e quello che si aspettano i nostri tifosi in tutto il mondo”

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Gabriele Gramigna

Mi chiamo Gabriele, sono un ragazzo molisano e studio chimica all'università di Padova. Dal 2018 scrivo per F1World, cercando di trasmettere la mia passione per la Formula 1 in tutti i miei articoli.

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