DichiarazioniFormula 1

Domenicali: “Alla Formula 1 non servono nuovi team”

Il CEO ha messo in dubbio la validità della candidatura di Andretti per un posto nel Mondiale

Il manager italiano è convinto che il Circus abbia già raggiunto un ottimo equilibrio, che forse non sarà necessario ritoccare

Il tanto chiacchierato ingresso in Formula 1 di nuove squadre sembra ancora molto lontano dal diventare realtà. Una delle candidature più credibili, in questo senso, è quella del team Andretti. Mario e Michael si sono fatti sentire a più riprese, accusando il Circus di non aver preso sufficientemente in considerazione la loro candidatura. Il CEO della Formula 1, Stefano Domenicali, è intervenuto sulla questione dei potenziali nuovi team, offendo la sua versione dei fatti.

“Le nostre valutazioni non riguardano soltanto il team Andretti”

Credo che in questo momento, per lo status che la Formula 1 ha raggiunto, il numero di team non sia un problema”, ha spiegato Domenicali ad Autosport. “Il valore del campionato, infatti, è in crescita. La chiave sta nel capire chi sono i candidati a fare il loro ingresso nel Circus. Non vanno tenuti in considerazione soltanto quelli che si fanno sentire con maggiore insistenza, perché ci sono anche altri aspiranti. Nel caso del team Andretti, loro sono stati molto decisi con la loro richiesta. Altri candidati si sono proposti, magari con uno stile differente”.

Le valutazioni che dobbiamo fare, quindi, non riguardano solo Andretti“, ha proseguito Domenicali, “ma anche altri potenziali team, che stanno provando a dimostrare, con un approccio più silenzioso, la validità della loro richiesta, il tutto nel rispetto dei nostri protocolli. C’è un regolamento da seguire, e tutti, incluso Andretti, lo stanno rispettando. Questa, al momento, è la situazione. Per quanto mi riguarda, non vedo cambiamenti imminenti“. 

Il CEO della Formula 1 ha aggiunto una piccola nota personale sulla famiglia Andretti. “Conosco Mario molto, molto bene, e da tanto tempo. Credo che stia provando a presentare l’idea del suo team nel modo che ritiene più giusto. Al tempo stesso, c’è un’autorità che deve prendere le decisioni, seguendo il protocollo. Mario è molto deciso nelle sue esternazioni, e lo stesso vale per Michael. Ho parlato con loro molte volte. Anche se abbiamo opinioni divergenti, alla fine si tratta soltanto di rispettare il regolamento. La decisione finale spetterà agli organi deputati”.

Alessandro Bargiacchi

Sono toscano doc, nato a Firenze nel 1992. Adesso vivo in Casentino. Ho una laurea triennale in scienze politiche e una magistrale in semiotica. Adoro la musica e il teatro, così come lo sport, e a queste passioni cerco di dedicare tutto l'impegno e il tempo possibile. I miei primi ricordi legati a un Gran Premio 1 risalgono a Silverstone 1999, alle immagini sbiadite di Schumacher che colpisce violentemente le barriere di protezione. Negli anni, crescendo e cominciando a capire un po' meglio come funziona una gara automobilistica, sono diventato un vero appassionato di Formula 1, con un sincero amore sportivo nei confronti di Kimi Räikkönen, che ho avuto la fortuna di tifare per 20 anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button

Lascia il tuo contributo

Ciao, non vogliamo riempire il tuo monitor di pubblicità, ma questi banner ci aiutano a darvi contenuti di qualità. Se vedi questo messaggio perché hai attivo un sistema di AdBlock che elimina gli annunci pubblicitari.