Dalle passerelle al paddock: quando la moda ha iniziato a parlare il linguaggio della Formula 1

moda Formula 1

©F1 Official Site

Non solo Gucci: la Formula 1 è sempre più fashion

In un mondo sempre più connesso, la Formula 1 non smette di far parlare di sé e questa volta lo fa da protagonista della moda contemporanea. E’ infatti di ieri la notizia che Gucci diventerà, a partire dal prossimo anno, partner ufficiale di Alpine, il primo luxury fashion brand ad assumere tale ruolo.

Ma collaborazioni di questo tipo sono in realtà, tutt’altro che una novità. Il Circus infatti, non ha mai davvero nascosto il suo legame con la fashion industry, che, negli anni, è diventato sempre più evidente ed inevitabile. Sponsorship, hospitality, look curati ed ospiti di eccezione, hanno trasformato i weekend di gara in un fenomeno mediatico che va ben oltre la competizione. Non sorprende che sempre più brand vogliano entrare nell’universo delle quattro ruote ed assicurarsi un posto in prima fila. Ma, il connubio tra moda e motorsport ha in realtà radici ben più profonde. A partire da Benetton, che fu il primo marchio non automobilistico a creare una scuderia, passando per Hugo Boss, fino ad arrivare all’emblematica collaborazione di Tommy Hilfiger con Mercedes.

Per decenni infatti, questi due mondi si sono parlati e ascoltati, corteggiati e avvicinati, rincorsi e contaminati, fino a fondersi in un legame che oggi non è più possibile ignorare.

Da Ayrton Senna a Michael Schumacher, fino a Lewis Hamilton: il sodalizio tra moda e Formula 1 passa per le icone di questo sport

Ma se oggi assistiamo ad un legame sempre più forte tra il paddock e la fashion industry, il merito è anche di chi questo sport lo ha reso grande. A partire da Ayrton Senna, icona tanto in pista quanto fuori da essa, diventato simbolo di talento e fascino senza tempo. Il pilota brasiliano infatti, è stato un emblema del suo tempo, non solo per i successi sulla monoposto, ma anche per la sua personalità al di fuori della stessa. Dalle racing jacket e alle camicie a righe targate Ralph Lauren e Lacoste, passando per le maglie Senninha, a lui ispirate fino alle iconiche collezioni di Ray Ban e Persol, Ayrton Senna ha ridefinito il ruolo del pilota, rendendolo richiesto dalle copertine dei magazine.

Il processo iniziato da Senna, viene poi amplificato da Michael Schumacher, ricordato ancora oggi per i suoi look indimenticabili durante i weekend di gara. Tra minimalismo e streetwear, il tedesco finisce anche sulla copertina di Vogue Italia mentre si racconta dopo il ritiro. A completare la rivoluzione è però Lewis Hamilton, uno degli sportivi più iconici della storia. Tra look da red carpet, collaborazioni celebri e partecipazioni al Met Gala, Hamilton regala al mondo il vero campione contemporaneo: non solo atleta, ma icona capace di influenzare l’immaginario collettivo. Con lui, quel confine già labile tra passerella e pista finisce per assottigliarsi fino a scomparire del tutto. Sette titoli del mondo alle spalle ed una carriera ancora nel vivo, il britannico porta uno stile rivoluzionario con il quale esprime non solo sé stesso ma anche quelle battaglie culturali che lui per primo ha portato in Formula 1.

Ed è forse proprio qui che troviamo il fulcro di questo connubio. Perché mentre in passato la fashion industry guardava la Formula 1 da lontano e provava ad entrarci in punta di piedi, oggi ne è parte integrante. E non bisogna di certo pensare all’industria del lusso come qualcosa di superficiale, e questo binomio ne è l’esatta prova. Perché la Formula 1 non racconta solo la velocità. Racconta di storie, ambizioni, sogni, mentre la moda resta la creatrice di desiderio per eccellenza. Ed è forse proprio questo il motivo che ha reso inevitabile il legame tra i due mondi.