Formula 1Gran Premio Ungheria

Covid-19: l’Ungheria inasprisce le misure di sicurezza

In vista del Gran Premio all’Hungaroring di domenica 19 luglio vengono rafforzate le misure anti Coronavirus

Con una pandemia di Covid-19 non ancora debellata, il livello di sicurezza in Formula 1 non deve essere mai sottovalutato

Il mondo della Formula 1 non si ferma nonostante la pandemia di Covid-19 non si sia ancora esaurita. I primi due weekend di gare in Austria si sono svolti nella sicurezza più completa, sia per lo staff, sia per i piloti. Ora che il Circus cambierà location e nazione per il GP di Ungheria di domenica 19 luglio, le misure di sicurezza verranno rafforzate. 

Il governo ungherese ha decretato che tutti i cittadini extracomunitari, ed in particolare britannici, che fanno parte del paddock di Formula 1 dovranno rimanere sempre confinati nei limiti della pista o nei rispettivi hotel. Il provvedimento è di vasta portata, ed interessa numerosi team. Infatti, ben sette squadre hanno sede nel Regno Unito e la maggior parte del loro personale è di origine britannica.

Ai cittadini di paesi terzi e britannici sarà, inoltre, vietato utilizzare i mezzi pubblici, chiamare un taxi e recarsi in un ristorante. Tutte azioni che, di norma, i piloti potevano compiere in tutta tranquillità. In caso di violazione delle misure anti Covid-19 presentate sopra, i trasgressori saranno multati con 15.000€ di ammenda.

“È IMPORTANTE PROTEGGERE TUTTI”

Tra i diretti interessati ci sono i britannici Lewis Hamilton, tornato sul podio ieri, George Russell e Lando Norris. Quest’ultimo, intervistato sabato dopo le qualifiche, ha affermato: “Non sarà difficile rispettare tutte le norme anti Covid-19. Non ho indagato troppo, ma so che staremo solo nel circuito o in hotel. Non ho problemi a stare in hotel, sono molto a mio agio con il servizio in camera e con Netflix”. 

Anche il suo boss, Andreas Seidl, è intervenuto: “A dire il vero, non credo sia assolutamente un problema. Abbiamo bisogno di misure che siano chiare e per tutto il team. A Budapest staremo solo in due luoghi: l’hotel e il circuito. È importante proteggere tutti, piloti e dipendenti. Faremo tutto il necessario”. 

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