Curiosità dalla F1Formula 1

Chi del passato avrebbe amato la Sprint Qualifying?

La Sprint divide il pubblico e (pure) i protagonisti. C’é chi la ama e chi no. Ma è sicuro che qualcuna delle vecchie leggende della Formula 1 avrebbe amato, vediamo quali

Alcuni come Ayrton Senna, Niki Lauda e Gilles Villeneuve avrebbero (forse) approvato la Sprint Qualifying, e chi altro?

A Silverstone, dove tutto è nato, il prossimo fine settimana debutterà il nuovo format comprendente la Sprint Qualifying. Una gara di 100 km da farsi il sabato (in sostituzione alle più classiche qualifiche), il cui risultato decreterà la griglia di partenza della domenica. La Formula 1 guarda avanti, e pure indietro rammentandoci i piloti del passato che avrebbero gradito tale soluzione.

LA SPRINT CON LO SPIRITO DEL PASSATO

Come Gilles Villeneuve, la leggenda canadese che una volta affermò: Guiderò sempre al massimo. E per la sua guida in ogni modo al limite è ricordato con affetto. O come Keke Rosberg. Il finlandese campione del mondo ’82, il cui cognome agli occhi di un più giovane riporterà al figlio Nico, è colui che nel 1985 corse, sul vecchio circuito di Silverstone – quello intorno alla base aerea della RAF risalente alla seconda guerra mondiale, il giro più veloce della storia (o così almeno fino al GP d’Italia del 2002) con una media di 258 km/h. Un momento che “vive nella mia memoria come uno dei più straordinari momenti”.

Altri l’avrebbero gradita come Nigel Mansell, uno dei personaggi più iconici della Formula 1. O come Juan Pablo Montoya, proprio colui che batté il record di velocità sul giro di Keke Rosberg a Monza diciassette anni dopo. Il cui nome rievoca le grandi battaglie con Michael Schumacher.

Fra i piloti citati che sarebbero stati entusiasti di provare la Sprint Qualifying vi sono anche Jean Alesi, Ayrton Senna e Niki Lauda. Siamo sicuri che il francese, amatissimo dai tifosi della Rossa nonostante un solo GP vinto in carriera (GP del Canada – 1995), proverebbe volentieri una gara dove è richiesto di dare il massimo tornata dopo tornata. La leggenda brasiliana e pure quella austriaca, che nel paddock si sono incontrati solo per un breve periodo (tra ’84 e l’85 – all’inizio di carriera per il primo e alla fine del secondo), avrebbero goduto soprattutto dello spirito della gara.

 

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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