DichiarazioniFormula 1

Brundle: “Con il Covid, ho temuto per i team”

L’ex pilota ha parlato delle sue paure a seguito dello scoppio della pandemia nel marzo dello scorso anno e ha commentato gli ultimi tagli al budget

Con lo scoppio della pandemia, era probabile che alcuni team non riuscissero a superare il momento di difficoltà. Adesso, però, l’allarme pare rientrato

La pandemia di Covid-19 ha fatto tremare anche le più solide fondamenta delle società globali, senza risparmiare il mondo dello sport, che si è ritrovato così a fare i conti con un’organizzazione interamente da rivedere e conti da far quadrare, soprattutto a fronte di entrate pressoché nulle e spese da sostenere che nel frattempo non si sono certo volatilizzate. Ed era questo che più preoccupava le scuderie e gli addetti ai lavori, soprattutto in quelle realtà in cui, anche prima del virus, non si navigava certo nell’oro.

A tal proposito, Martin Brundle, ex pilota e ora commentatore per la TV britannica, ha parlato dei suoi timori circa il futuro delle scuderie più piccole e quelle che si mostravano in maggiore difficoltà economica, come la Williams, per esempio.

BRUNDLE: “CON IL COVID, HO TEMUTO PER I TEAM,  MA IL BUON SENSO HA AVUTO LA MEGLIO”

Alla rivista britannica Autosport, Brundle ha dichiarato di aver temuto che alcuni team non riuscissero a reggere il peso della pandemia e, di conseguenza, le novità da questa portate, e che quindi rischiassero di chiamarsi fuori dai giochi del Circus: “Ero davvero preoccupato che la Renault se ne andasse, per la Red Bull a causa dell’uscita di scena della Honda o che la Williams andasse in rovina, ma hanno ottenuto finanziamenti e stanno migliorando“.

Come riporta Soymotor.com, negli ultimi mesi la Formula 1 ha preso diverse decisioni mirate alla riduzione delle spese, come il limite di budget, che sarà ulteriormente ridimensionato nei prossimi anni. Brundle ha infatti osservato che la pandemia ha imposto nuovi cambiamenti, che lui stesso considera necessari: “Il buon senso ha avuto la meglio. Ecco come la vedo io; perché non puoi continuare a spendere centinaia di milioni di euro all’anno per guidare due auto da corsa. Era necessaria una soluzione“, ha terminato l’inglese.

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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