DichiarazioniFormula 1

Brawn nel 2019: “Chi non rispetta il budget cap merita la squalifica”

Tre anni fa Ross aveva avvertito i team che, in caso di violazione delle norme finanziarie, le sanzioni sarebbero state particolarmente severe

Per inquadrare meglio il caso Red Bull, è utile tornare indietro nel tempo, e più precisamente alla presentazione del progetto del budget cap

Il budget cap ha fatto il suo debutto in Formula 1 nel 2021, ma l’idea risale a qualche anno fa. Prima che l’emergenza da Covid-19 obbligasse la Federazione a rivedere i suoi piani, abbassando la soglia a 145 milioni, si era deciso che il tetto di spesa per i team di Formula 1 fosse fissato a quota 175. Ross Brawn aveva partecipato alla presentazione del primo modello del budget cap. In quell’occasione, il dirigente britannico aveva lanciato un severo monito: le squadre responsabili di una violazione delle norme finanziarie sarebbero state colpite da sanzioni molto pesanti. Dal momento che la questione negli ultimi giorni è particolarmente di moda, andiamo a recuperare quelle parole.

“Per il bene della Formula 1, è necessario controllare il livello di spesa”

Le modifiche al regolamento finanziario sono le più difficili da approvare in Formula 1″, aveva esordito Brawn ad Austin, tre anni fa, in sede di presentazione del progetto del budget cap. “In passato abbiamo già provato a introdurre nuove regole, senza successo. Credo però che adesso ci sia una novità importante: le norme relative alla spesa sono infatti diventate parte del regolamento della FIA. Ciò significa che, in caso di violazione della normativa in questione, le sanzioni saranno a tutti gli effetti penalità di carattere sportivo, e di diversa tipologia a seconda dell’infrazione specifica da punire”.

In passato la spesa era regolamentata da un gentlemen’s agreement concordato fra i vari team”, aveva proseguito Brawn. “Ma nel paddock non ci sono molti gentiluomini, e il sistema non aveva funzionato. Questa nuova normativa, invece, è molto severa. Se una squadra dovesse infrangere le regole, sarebbe squalificata dal campionato. Capite bene che si tratta di conseguenze molto pesanti”.

L’ex direttore tecnico della Ferrari aveva proseguito il suo intervento specificando ulteriormente l’importanza del nuovo modello finanziario per la Formula 1. “Sono sicuro che l’introduzione di questo regolamento non sarà semplice, ci porrà davanti a molte sfide in futuro. Ma per il bene della Formula 1, è fondamentale riuscire a controllare il lato finanziario del Circus, quanto si spende effettivamente. I team stanno investendo davvero troppe risorse. La Formula 1 è quasi una vittima del suo stesso successo, perché i benefici per chi riesce a vincere sono enormi, e questo giustifica una spesa sempre maggiore”, aveva concluso Brawn.

 

Alessandro Bargiacchi

Sono toscano doc, nato a Firenze nel 1992. Adesso vivo in Casentino. Ho una laurea triennale in scienze politiche e una magistrale in semiotica. Adoro la musica e il teatro, così come lo sport, e a queste passioni cerco di dedicare tutto l'impegno e il tempo possibile. I miei primi ricordi legati a un Gran Premio 1 risalgono a Silverstone 1999, alle immagini sbiadite di Schumacher che colpisce violentemente le barriere di protezione. Negli anni, crescendo e cominciando a capire un po' meglio come funziona una gara automobilistica, sono diventato un vero appassionato di Formula 1, con un sincero amore sportivo nei confronti di Kimi Räikkönen, che ho avuto la fortuna di tifare per 20 anni.

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