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Binotto: “Mi sono messo in discussione”

In un’intervista al Corriere della Sera, l’ingegnere ginevrino ha ribadito il massimo appoggio dei vertici, riconoscendo però qualche errore nella sua gestione

L’esordio della SF1000 sulla pista di Monza non è stato così disastroso come a Spa: il turno pomeridiano ha visto infatti Leclerc arpionare la top 10 col nono crono, mentre Vettel si è piazzato 12°

I distacchi dalle Mercedes – pronta a dominare anche qui, nonostante l’eliminazione della mappatura da qualifica – oscillano dall’1″3 all’1″5. Non sono gli stessi valori del Belgio, dove il gap arrivava quasi ai 2″, ma rimane la grande crisi che sta attanagliando la casa di Maranello

A parlare in prima persona, proprio alla vigilia di Monza, era stato il team principal Mattia Binotto, la cui posizione è finita in discussione, da parte dei media, dopo l’avvio iridato. “So di avere l’appoggio di chi sta al vertice – replica l’ingegnere ginevrino alle colonne del Corriere della Serama io mi sono messo in discussione. Ho riflettuto se davvero sono adatto al ruolo di team principal. Confesso che certe cose le avrei potute far meglio: la riorganizzazione tecnica poteva essere approvata prima. Ma nel complesso credo che i miei 25 anni di lavoro con questa azienda siano un fattore fondamentale”.

“Non sono solo – continua Binotto – anzi, pensarlo è una delle cose più sbagliate. Con Louis Camilleri e il presidente John Elkann mi sento regolarmente, ogni giorno. Il loro stile di leadership è diverso da quanto eravamo abituati in passato. Ma dire che sono solo è proprio fuori luogo”

Binotto ha anche parlato della riorganizzazione del team, con le deleghe in materia tecnica ripartite tra un sestetto di uomini di fiducia (ne avevamo parlato qui lo scorso mese): “Il ruolo di team principal non è tecnico, logicamente. Abbiamo lavorato tanto per il rinnovo di Charles e l’arrivo di Sainz, oltre a tanti altri aspetti. Può darsi che le deleghe tecniche non fossero così chiare inizialmente, ma non dimentichiamo che sono diventato team principal appena un anno e mezzo fa, senza preavviso. Per inaugurare un ciclo vincente ci vuole tempo: la Ferrari del ’95 era una cosa, quella del 2000 tutt’altra”.

VETTEL E HAMILTON

Monza 2020 è anche l’ultimo appuntamento nel tempio della velocità per Sebastian Vettel. Ci saranno altre occasioni per il tedesco di correre in Italia con la Rossa – il 13 settembre c’è il Mugello e il 1° novembre Imola – ma Monza è sempre Monza… Rifarebbe, Binotto, la scelta di lasciare Seb a maggio, condannandolo a una stagione intera da separato in casa? “Assolutamente sì. Anzi, non credo nemmeno sia stata una decisione presa troppo presto. Eravamo ad aprile ed era giusto dare a Seb il tempo di organizzarsi per il suo futuro. Non per questo lo sto vedendo demoralizzato, anzi sta dimostrando che splendida persona è, con la sua voglia di chiudere questo capitolo al meglio”.

Una battuta anche su Lewis Hamilton, in predicato di eguagliare i record di Michael Schumacher proprio nel back-to-back Monza-Mugello (l’inglese è a quota 89 vittorie contro le 91 di Schumi): “Ero affezionato a quei primati, ma Lewis merita solo applausi. È un talento eccezionale”

Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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