Formula 1Gran Premio Ungheria

Binotto difende Rueda: “Non abbiamo perso la gara per colpa della strategia”

Il team principal della Ferrari è convinto che la sconfitta sia maturata a causa della scarsa competitività della monoposto

A prescindere dalla scelta degli pneumatici, Leclerc non sarebbe stato in grado di difendere la prima posizione

Le Ferrari si erano presentate alla partenza del Gran Premio d’Ungheria come favorite per la vittoria, ma la gara ha raccontato una storia diversa. Dopo un avvio promettente, Sainz e Leclerc hanno perso progressivamente terreno, concludendo in quarta e sesta posizione. Il monegasco ha pagato soprattutto la scelta di montare pneumatici a mescola dura per l’ultimo stint di gara. Al termine del Gran Premio, Mattia Binotto ha difeso le decisioni del muretto, e in particolare Iñaki Rueda, direttore del reparto deputato alla strategia. 

“Dobbiamo innanzitutto capire perché abbiamo perso velocità”

La scelta della strategia dipende da un team di persone, non soltanto da Iñaki”, ha esordito Binotto ai microfoni di Sky Sports. “Nel complesso quest’anno non sono stati commessi così tanti errori: l’operato della squadra ha tutto il mio appoggio”. Quando Verstappen è entrato ai box per la sua seconda sosta, il muretto della Ferrari ha deciso di coprirlo, montando un set di pneumatici a mescola dura sulla monoposto di Leclerc. “Anche se sapevamo che sarebbe servito un paio di giri per scaldare le gomme dure, e che per una decina di giri avrebbero offerto prestazioni inferiori rispetto alle medie, c’era la possibilità che sul finale diventassero più veloci. Parliamo di uno stint di 20 giri”, ha spiegato Binotto. 

Il team principal della Ferrari ha cercato di inquadrare questa particolare decisione strategica, innegabilmente errata, all’interno di uno schema di ragionamento più ampio. “È ovvio che optare per gli pneumatici a mescola dura è stato un errore. Prima di esaminare la strategia, però, dobbiamo scoprire perché le monoposto hanno perso competitività“, ha concluso Binotto. Il messaggio è chiaro: le inattese difficoltà della F1-75 hanno messo il reparto strategico della Rossa con le spalle al muro. Senza aver compreso a fondo le cause delle prestazioni di domenica, focalizzarsi sul singolo errore di strategia avrebbe poco senso.

 

Alessandro Bargiacchi

Sono toscano doc, nato a Firenze nel 1992. Adesso vivo in Casentino. Ho una laurea triennale in scienze politiche e una magistrale in semiotica. Adoro la musica e il teatro, così come lo sport, e a queste passioni cerco di dedicare tutto l'impegno e il tempo possibile. I miei primi ricordi legati a un Gran Premio 1 risalgono a Silverstone 1999, alle immagini sbiadite di Schumacher che colpisce violentemente le barriere di protezione. Negli anni, crescendo e cominciando a capire un po' meglio come funziona una gara automobilistica, sono diventato un vero appassionato di Formula 1, con un sincero amore sportivo nei confronti di Kimi Räikkönen, che ho avuto la fortuna di tifare per 20 anni.

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