Benzinaio, metti 20 euro ma ne paghi 80 in più, la truffa legalizzata delle banche | Ho iniziato a usare solo contanti

Negli ultimi tempi si moltiplicano le segnalazioni di utenti che lamentano addebiti eccessivi alla pompa di benzina. Cosa sta succedendo?
L’esperienza di fare rifornimento è ormai diventata un’attività sempre più automatizzata e spesso fonte di preoccupazione. “Ho messo 20 euro e mi sono ritrovato con 80 euro in meno sul conto“, è un lamento ricorrente sui social network. Stiamo assistendo ad una vera e propria “truffa legalizzata” o si tratta semplicemente di una serie di inconvenienti legati ai sistemi di pagamento elettronico? Il fenomeno degli addebiti anomali ai distributori di benzina, sebbene possa sembrare un problema isolato, è in realtà sintomo di una serie di problematiche più profonde legate alla digitalizzazione dei pagamenti e alla tutela dei consumatori.
Il caso del pagamento extra
Il self-service, sebbene offra maggiore autonomia e velocità, presenta anche alcuni rischi. La mancanza di un operatore che possa verificare manualmente l’importo della transazione rende più difficile individuare eventuali errori in tempo reale. I lettori delle carte di credito o debito, soprattutto se non ben calibrati, possono interpretare in modo errato i dati della transazione, generando addebiti superiori a quelli effettivamente effettuati. Oltre agli errori di lettura della carta, si segnalano casi di manomissione dei terminali di pagamento, con l’installazione di dispositivi illegali (skimmer) in grado di clonare le carte di credito e debito. Inoltre alcuni distributori richiedono una cauzione che viene poi rimborsata, ma a volte questo rimborso può subire ritardi o non avvenire affatto. In casi analoghi avviene che la transizione e il servizio alla pompa vengano effettuati regolarmente ma potrebbe accadere che venga addebitato sulla carta l’ importo massimale previsto dal distributore automatico.

Cosa fare in caso di addebiti non autorizzati
La dipendenza dai sistemi informatici espone i pagamenti a potenziali malfunzionamenti o attacchi informatici. Se ti ritrovi ad affrontare una situazione simile, è fondamentale agire tempestivamente. La prima cosa da fare é controllare sul proprio conto la regolarità della transizione. In caso di anomalia, é importante segnalare l’addebito extra alla propria banca, fornendo tutti i dettagli della transazione. A questo proposito é utile rileggere attentamente le condizioni contrattuali del proprio conto corrente per verificare se sono previste delle tutele specifiche in caso di contestazioni. In caso di difficoltà a risolvere la questione con la banca, è consigliabile rivolgersi ad un avvocato esperto in materia. Per farlo, è fondamentale conservare lo scontrino. Lo scontrino infatti, rappresenta una prova fondamentale per contestare l’addebito e richiedere il rimborso.