Curiosità dalla F1Formula 1

Auguri Pierre Gasly: 26 anni tra lotte e podi

Il francese pilota dell’AlphaTauri festeggia i suoi 26 anni mentre si prepara alla stagione con una nuova monoposto e, forse, anche un nuovo Pierre

Auguri a Pierre Gasly che negli anni scorsi ha saputo dimostrare il suo valore tra podi e lotte varie

Auguri a Pierre Gasly, il francese classe 1996, che da due stagioni è alla guida dell’AlphaTauri, la scuderia di Faenza sorella dell’austriaca Red Bull. Ma la storia del numero 10 comincia ventisei anni fa a Ruen, in Francia, da papà Jean-Jaques e mamma Pascale. La passione per i motori e la velocità è insita nel suo patrimonio genetico: suo nonno cominciò la tradizione famigliare gareggiando con i kart per poi tramandare la passione a suo figlio, padre di Pierre, il quale gareggiò in diverse categorie.

Non è quindi un caso che Pierre diviene presto un campione. Nel 2016 si aggiudica il campionato di Formula 2 con quattro vittorie, venendo promosso dunque nella categoria regina. E’ qui che comincia la storia che tutti, o quasi, conosciamo. Nei primi anni alla guida della Toro Rosso Pierre dimostra il suo talento e la sua tenacia nonostante la sua non fosse una vettura performante. Tuttavia nel 2019 succede che viene promosso partner di Max Verstappen dopo il trasferimento di Ricciardo in Reanult.

Parte dunque nel 2019 al fianco di Max Verstappen, l’olandese indomabile della scuderia austriaca, per poi essere retrocesso di nuovo in Toro Rosso a metà stagione. Tuttavia nella scuderia di Faenza guadagna un terzo posto in Brasile. La Toro Rosso cambia nome e diventa AlphaTauri, ma ciò non cambia le carte in tavola. L’anno successivo Pierre conquista il gradino più alto del podio nel GP di Monza, portando ancora una volta una scuderia italiana in vetta. Quindi possiamo affermare con certezza che ad ogni caduta Gasly sia riuscito a rialzarsi più che degnamente.

LA MORTE DI UN AMICO

Quando muore un pilota di ventidue anni la vita pone davanti a chiunque degli interrogativi, ma cosa succede quando quel pilota era tuo amico? Non è più solo il suo lavoro, ma è un ragazzo, un amico. Nel 2019 Antoine Hubert viene a mancare in seguito al disastroso incidente a SPA Francorchamps. Se Charles Leclerc ha dedicato la sua prima vittoria ad Antoine il giorno successivo, Pierre Gasly ha fatto lo stesso poco tempo dopo a Monza.

In una straziante lettera pubblicata lo scorso anno, Gasly ripercorre le difficili tappe dell’accettazione del lutto e di come abbia saputo trasformare tutto il suo dolore e la sua rabbia nella forza necessaria per affrontare il GP di Monza. “Ma la morte? La morte? Non avevo mai pensato che fosse possibile”, così reagisce Pierre in seguito alla notizia della morte del suo amico. Il motorsport non è uno sport per deboli, di cuore e di ossa, ma non dovrebbe essere neanche uno sport dove si muore. Ma purtroppo questa è la realtà.

“Ci vogliono così tante cose per vincere una gara in F1. E quando ho tagliato il traguardo ho pensato alla mia squadra, alla mia famiglia: ero così grato per tutto il loro duro lavoro, i loro sacrifici. Sapevo che ero io quello che fisicamente aveva superato il limite, ma erano stati tutti lì accanto a me. Quel giro a freddo… Vorrei poterlo provare un milione di volte. La sensazione migliore. La migliore”. Le parole non di un campione, non di un vincitore, ma di un ragazzo il cui sogno si è avverato. E che questo sogno continui allora, e tanti auguri a Pierre Gasly. 

Maria Sole Caporro

Sono Maria Sole, romana e romanista, laureata in lingue e letterature. Sono da sempre appassionata di motori da quando fin dalla tenera età non potevo andare al mare la domenica perché i miei genitori dovevano vedere il GP. Cresciuta a pane e formula 1 con contorno di letteratura, sono qui per coniugare la mia voglia ed esigenza di scrivere e la passione per le monoposto.

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