DichiarazioniFormula 1

Alonso: “Ferrari non era pronta ad avere un campione”

Lo spagnolo di Alpine parla del passato: secondo lui, in passato la Scuderia di Maranello non era sufficientemente pronta per avere un campione

Fernando Alonso parla di Ferrari: quando lui e Vettel erano piloti della Rossa, il team italiano non ha raggiunto i risultati sperati

Il passato è passato, ma a volte ritorna. Soprattutto se il suddetto passato ha compreso una squadra storica come Scuderia Ferrari. Per ogni pilota, il sogno di guidare la Rossa è sempre persistente. Lo sa bene Fernando Alonso, che con Ferrari ha trascorso gli anni tra il 2010 e il 2014. Ma anche Sebastian Vettel, che ha gareggiato in rosso dal 2015 al 2020. Due campioni, un team ma nessun mondiale portato a Maranello. Come mai? Proprio l’asturiano si è espresso a riguardo.

Ai colleghi di F1 insider, parla Alonso: “Io e Vettel abbiamo mai parlato della mancanza di titoli con Ferrari? No, non ne abbiamo mai parlato. Io e lui spesso abbiamo avuto battaglie serrate quando io ero in Ferrari e lui in Red Bull. Nel 2012, è stato anche un po’ fortunato nell’ultima gara a finire con la monoposto gravemente danneggiata. Ma con Ferrari niente titolo”. 

FERRARI NON ERA PRONTA

Prosegue, poi, Alonso: “Entrambi, sia io che Sebastian abbiamo provato la Ferrari, ci siamo avvicinati all’obiettivo mondiale a volte, ma alla fine non ce l’abbiamo fatta. Forse la Ferrari non era pronta per avere di nuovo un Campione del Mondo nell’abitacolo ai nostri tempi”.

Per parlare del presente, invece, penso che ora abbiano cambiato la loro pianificazione all’interno del team. Con Leclerc e Sainz le aspettative non sono più così alte, stanno correndo con giovani piloti. Pensano di più a formare sul lungo periodo ora, non troppo a breve termine”, ha affermato lo spagnolo per concludere. 

Adesso, i piloti sono diversi, e la storia è cambiata. Con i giovani Charles Leclerc e Carlos Sainz, la Scuderia di Maranello si è rinnovata, con l’obiettivo mondiale al momento lontano, ma sempre ben presente. E chissà se tra qualche anno –magari il prossimo– potremo tornare a vedere la Rossa salire sull’agognato tetto del mondo.

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