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Alonso: “Condividere la Dakar con Sainz è stato bello”

Tramite una diretta su Instagram, l’asturiano ha raccontato il rapporto che lo lega al madrileno e un aneddoto particolare inerente al Rally

Fernando Alonso ha confessato che il fatto di condividere l’esperienza della Dakar con Carlos Sainz, e che anche il madrileno abbia ottenuto la vittoria è stato qualcosa di molto bello. Carlos era l’idolo dell’infanzia del due volte Campione del Mondo di Formula 1, quindi ricorda con un sorriso la sua partecipazione alla manifestazione più dura del mondo

“Carlos Sainz era il mio idolo assoluto quando ero un ragazzo, avevo tutte le macchinine e l’ho incontrato quando avevo 13 anni a Oviedo. E’ andato a fare una mostra e mi hanno dato l’opportunità di salire su una pista con lui in un parcheggio. E’ stata una sensazione incredibile. Da quel giorno, il rispetto e l’affetto che provo per lui e per tutta la sua famiglia è infinito. Nell’ultima Dakar, condividere l’esperienza e vederlo ottenere la vittoria è stato davvero grandioso”, ha così dichiarato Fernando Alonso in una diretta sul suo account Instagram ufficiale.

Per quanto riguarda il suo futuro, l’asturiano ha nuovamente sottolineato che, per il momento, l’unica cosa certa è che disputerà la 500 miglia di Indianapolis. Da lì, la Dakar e altri obiettivi sono nel mirino, ma non c’è nulla di confermato adesso. “Vorrei disputare nuovamente la Dakar in futuro, ma non so se già l’anno prossimo. Diciamo che pensare alle gare mi sembra quasi indelicato in questa situazione. Voglio procedere passo dopo passo, preparare l’Indy, sperando che la gara vada bene. Sono ottimista e credo che la gara potrà disputarsi regolarmente il 23 agosto. Poi penserò al mio futuro.

UN ANEDDOTO PARTICOLARE 

Fernando Alonso che stava condividendo la diretta con appunto Carlos Sainz, ha raccontato un aneddoto del Gran Premio del Brasile, quando ha iniziato a sentirsi attratto dalla Dakar e ha preparato un fiume di domande per lui. Perciò rivolgendosi a lui, ha concluso affermando: “Sì, sei stato il primo a cui ho chiesto. Deve essere stato il 2018, in Brasile. Eravamo seduti fuori dal camper. Lì ho iniziato a farti domande del tipo: com’è la Dakar? Cosa significa disputarla? Mi hai detto che con la giusta preparazione era qualcosa che potevo fare bene. Il World Rally Championship è impossibile, perché ci vuole un altro tipo di preparazione, ma la Dakar poteva essere alla mia portata“.

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