Analisi della redazioneFormula 1Gran Premio Emilia Romagna

A Imola il ricordo di Senna è più intenso e vivo che mai

La Formula 1 è tornata sul tracciato romagnolo dopo ben 14 anni, ma ogni pensiero è rivolto all’eterno campione brasiliano che continua a sfidare il tempo che passa, consacrandosi fonte d’ispirazione

A Imola il ricordo di Senna è più vivo che mai. Ci sono infatti assenze che diventano eterne presenze con una semplicità disarmante che fa quasi rabbrividire

Con la Formula 1 che è tornata a Imola come si fa a non pensare ad Ayrton Senna? Il suo ricordo è più vivo e intenso che mai, non teme il tempo che passa anzi aleggia nel frenetico mondo del Circus, che a lui deve senz’altro tanto. Ma con la morte di Senna quanto è cambiata la Formula 1 da quel maledetto weekend di gara a Imola di inizio maggio del 1994? Tanto, troppo. Non si può negare il notevole passo in avanti fatto in termini di sicurezza, come non si può negare che quel tragico weekend di gara abbia scosso per sempre le anime degli appassionati, non soltanto di quelli di quel tempo.

 

Ma anche di quelli delle generazioni future, che in modo o nell’altro appassionandosi al meraviglioso quanto dannato mondo del Circus, si sono imbattute nella storia della leggenda immortale. Non è stata la prematura scomparsa o il modo in cui questa è avvenuta ad averlo reso leggenda. La Formula 1 da allora è stata stravolta per sempre in ogni sua componente. Ma non è quel tragico weekend che al solo pensiero fa ancora rabbrividire e impallidire di rabbia ad aver reso il brasiliano più forte del tempo che passa. Perché Ayrton Senna aveva già ampiamente dimostrato di essere un connubio di tante cose messe insieme, che ogni volta per spiegarle è come se dovessi mettere completamente a nudo la mia anima.

UN CONNUBIO DI EMOZIONI E CONTRADDIZIONI L’HA RESO IMMORTALE

Quasi angelico fuori dalla pista, ma al tempo stesso demoniaco nel momento in cui abbassava la visiera del casco, un connubio di contraddizioni albergavano in lui. Questo mix lo rende così vero e autentico anche a distanza di tanti anni dalla sua morte. Ritengo fermamente che anche ciò l’abbia reso immortale. Di lui non si ricordano soltanto le innumerevoli ed emozionanti prodezze di cui si è reso protagonista in pista, ma rimangono vivi più che mai gli insegnamenti trasmessi. Bastava guardarlo negli occhi per capire che fosse detentore di una sensibilità fuori dal comune che esprimeva con una semplicità disarmante.

E io mi trovo sempre disarmata ogni volta che scrivo un articolo per omaggiarlo, quasi incredula dinnanzi a tutto ciò. Avevo soltanto tre anni quando è morto e per gran parte della mia vita la Formula 1 è stata lontana dal mio mondo. Eppur da quando mi sono appassionata al Circus è bastato imbattermi nella storia di Senna per non poterne più fare a meno. I suoi insegnamenti fanno infatti ormai parte del mio quotidiano. La sua innata voglia di emozionarsi mi ricorda costantemente che non possiamo scappare a lungo da ciò che ci infiamma e riscalda l’anima. “Vivo di emozioni” così spesso affermava. Vorrei tanto potergli dire che tra le mie emozioni più belle c’è senz’altro lui, che è riuscito a farmi capire pienamente cosa voglia dire amare ed emozionarsi per la Formula 1, nonostante tutto.

Ritengo che chi a quel tempo sia riuscito a parlarci anche solo per qualche minuto abbia avuto un’immensa fortuna. Non capita tutti i giorni di poter avere a che fare con una personalità incredibile come la sua. Senna era infatti un connubio di innumerevoli sfaccettature: un uomo con l’inquietudine negli occhi e un pilota con la parsimoniosa ricerca della perfezione, che lui stesso non sapeva di incarnare. Ayrton aveva un’infinita smania di migliorarsi, ma anche di poter contribuire per fare qualcosa di concreto per il suo amato Brasile. Il Senna uomo e quello pilota seppur in netta contrapposizione erano riusciti a fondersi così bene, in un mix quasi letale che ha contribuito a creare il mito.

A IMOLA GASLY HA OMAGGIATO SENNA 

Un mito capace di farsi spazio nella vita delle persone, entrando nel loro quotidiano a suon di sorpassi e insegnamenti. Una fonte d’ispirazione non solo per innumerevoli appassionati, ma anche per i piloti più giovani. Leclerc in varie occasioni l’ha designato come suo idolo, stessa cosa Gasly, che ha sorpreso l’intero paddock omaggiando Senna durante questo weekend a Imola. Il francese ha utilizzato un casco dalla livrea molto simile a quella utilizzata dall’immortale brasiliano nella sua carriera. “Le leggende non devono mai essere dimenticate” ha così scritto Gasly. Perciò Ayrton ma lo vedi da lassù cosa riesci ancora a fare?

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