Formula 1

Zandvoort si rifà il look e presenta il DRS sulla sopraelevata

Il circuito olandese pone dei limiti di costruzione, il layout antico e il parco nazionale non lasciano spazio a lunghi rettilinei

L’autodromo olandese è pronto a tornare e lo fa con stile

Zandvoort bentornata! Circuito olandese storico per il campionato più importante al mondo, dal 1985 non ha più visto la Formula 1. Sin da quando i cantieri sono stati aperti, si è resa necessaria una riqualificazione del circuito per adattarlo allo standard moderno. Il rinnovamento del circuito olandese ha subito una profonda ristrutturazione per consentire almeno una possibilità di sorpasso.

Jarno Zaffelli, proprietario dell’italianissima Dromo, ha cercato, assieme al suo team, di mantenere l’originalità della pista senza stravolgerla. Dopo aver deciso di costruire una sopraelevata – imitando il circuito brianzolo di Monza – è stata decisa una riprofilatura al 32 per cento – l’equivalente di 18 gradi – di quella che sarà conosciuta come la curva di Arie Luyendyk.

Intorno al circuito non c’era molto spazio per allungare la pista a causa del parco nazionale,  così un’idea folle ha sconvolto i piani di costruzione; la creazione di una sopraelevata permetterà ai piloti di avere il DRS aperto in curva per tentare un sorpasso azzardato, ma non impossibile. Insomma gettare il cuore oltre l’ostacolo per migliorare lo spettacolo in pista.

CRAIG WILSON HA AFFERMATO CHE PER ZANDVOORT MANCAVANO SOLUZIONI LOGICHE

Se l’autodromo potesse parlare credo che avrebbe molto da dire e, senza ombra di dubbio, farebbe lezioni di sorpasso là dove oggi sembra che i piloti abbiano dimenticato che non esiste curva dove non si può sorpassare. E’ bene ricordare che Zandvoort è una pista piccola per ospitare un campionato come quello di Formula 1, le esigenze dal 1985 ad oggi sono cambiate ed è stato necessario apportare modifiche. Sopratutto per le vie di fuga inesistenti a causa di mancanza di spazio.

“Quando abbiamo visto per la prima volta il layout della pista ci siamo detti: Ok, abbiamo una base su cui partire, sarà una bella sfida da superare”  –  ha dichiarato Craig Wilson, ex ingegnere Mercedes e Williams intervistato da Motorsport.com

“I rettilinei sono molto corti, l’attuale layout della pista è molto limitato per via del parco nazionale. Ci sono molte dune di sabbia che lo circondano e questo ha creato un grosso problema per l’estensione del rettilineo”

“Abbiamo trovato molte soluzioni, pensato a come modificare le ultime curve e avere una start line su cui i piloti potessero spalancare il gas. Abbiamo vagliato 14 o 15 progetti differenti, non riuscito a trovare nulla che mi soddisfacesse.”

IL TEAM DI WILSON HA CERCATO DIVERSE SOLUZIONI PER AVERE LUNGHI RETTILINEI ATTRAVERSO I SIMULATORI

Zandvoort fu inaugurata nel 1948 nei pressi della vicina Amsterdam, l’esordio però fu nel 1952 anno in cui vinto a Ferrari con Ascari, l’ultimo fu Niki Lauda nel 1985 a bordo di una McLaren. “Mi chiese se era possibile alzare l’angolo della curva, ci pensai su e infine risposi: Dammi un po’ di tempo e vediamo fino a che angolo di banking possiamo portarla per tenere aperto il DRS.”

Prima di arrivare alla giusta angolazione è servito molto lavoro ai simulatori: “Ho valutato questo progetto con due metodi differenti per verificare la stabilità delle monoposto e la perdita di carico aerodinamico. Sembra che possa funzionare” – continua l’ingegnere spiegando come sono arrivati alla soluzione.

“I lavori partono solo dopo il nulla osta,  anche gli organizzatori erano interessati al progetto. Abbiamo parlato con la FIA, ovviamente, che ha esaminato i numeri del progetto e la sua fattibilità. Sarebbe molto difficile per noi pensare di far funzionare l’idea di Zandvoort senza fare simulazioni di quel tipo, che comunque ci hanno aiutato a fare i cambiamenti richiesti alla pista. Nonostante il lavoro su molti concetti, questa è stata l’unica soluzione che la pista ci ha permesso di adottare. E’ stato faticoso, ma senza ombra di dubbio è stata la soluzione più bella.”

IL TRACCIATO RIMANE  PARZIALMENTE INVARIATO NELLA SEQUENZA DI CURVE SCHEIVLAK, MASTERBOCHT, LA CHICANE HANS ERNST BOCH

Zandvoort si è rifatto il look ed è pronto a tornare sotto la lente dei tifosi e appassionati, questa sfida sarà una opportunità per il futuro di altri  Gran Premi che vedranno modifiche tecniche – regolamentari per mantenere alto lo standard sicurezza e spettacolo.

Insomma Wilson si ritiene soddisfatto del lavoro eseguito dai suoi uomini e la riqualificazione del circuito ormai si può dire conclusa. Restano molti punti di domanda su come sarà tornare su una pista così “vecchia” che si presenta come una piccola Monza con DRS. I piloti attendono con ansia di correre e saggiare la possibilità di sorpassare ad una inclinazione di 18 gradi con DRS aperto e gas spalancato.

Andrea Ranucci

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