Primo piano WEC WEC, 6h di Spa: doppietta BMW-WRT, Ferrari sul podio 10 Maggio 2026 Mattia Romano © Claudio Cavalli WEC, 6h di Spa: doppietta BMW-WRT, Ferrari sul podio La 6h di Spa-Francorchamps è iniziata ancora prima del via, con una Hyperpole che ha regalato la prima pole position assoluta nella storia del WEC alla Peugeot Sport. Protagonista è stato Malthe Jakobsen, giovane alfiere danese che nella sessione eliminatoria aveva rischiato grosso andando in testacoda a gomme fredde all’uscita dai box, salvo poi rifarsi con un giro straordinario. Al volante della 9X8 #94, ha fermato il cronometro in 2’00″653, battendo per soli 43 millesimi Will Stevens sulla Cadillac-Jota #12. Dietro le due vetture di testa si erano piazzate le due Alpine, con Charles Milesi e Jules Gounon capaci di monopolizzare la prima metà della seconda fila in un gap complessivo di appena 185 millesimi. La Cadillac #38 di Jack Aitken ha completato la Top5. Più indietro le Aston Martin Valkyrie, sesta e settima, con Antonio Fuoco unica Ferrari in Top10 alla guida della #50. Male le Toyota — Kobayashi 12°, Hartley addirittura 16° — e nel complesso una qualifica che aveva disegnato un weekend che si preannunciava tutto da seguire. In Classe LMGT3, a prendersi la pole è stato Hadrien David sulla Lexus-ASP #78, davanti alla Aston Martin-Heart of Racing #27 di Zach Robichon e alle due Ford-Proton Competition. La McLaren-Garage 59 #58 è rimasta fuori dalla Q2 per soli 67 millesimi, condannata a partire dall’undicesima casella. La 6h di Spa: due ore di caos riscrivono tutto Per oltre due terzi della gara la 6h di Spa ha seguito un copione abbastanza prevedibile, con Alpine e Cadillac a giocarsi la vittoria e Peugeot a tenere d’occhio la situazione. Poi, a circa due ore dalla fine, tutto è cambiato. Jakobsen — lo stesso che aveva conquistato la pole — è stato protagonista di uno sfortunato incidente che ha rimesso in gioco una partita che sembrava già scritta. Il colpo di scena ha innescato l’ingresso della Safety Car, e chi in quel momento si trovava fuori sequenza con le soste ha potuto effettuare il pit-stop in neutralizzazione, guadagnando una posizione preziosissima senza perdere tempo in pista. Il secondo episodio dirompente è arrivato mentre iniziava l’ultima ora. Ayhancan Güven sulla Porsche-Manthey #91 si è toccato in frenata con la BMW-WRT #32 di Augusto Farfus, che a sua volta ha centrato la Ferrari #51 di Alessandro Pier Guidi. La 499P ufficiale, fino a quel momento in corsa, è uscita di scena senza colpe, e una nuova Safety Car ha nuovamente mescolato le carte. Appena ripartita la corsa, con 34 minuti sul cronometro, è arrivato il terzo atto del dramma: Antonio Félix Da Costa, alla guida della Alpine #35, ha spinto sull’erba la Aston Martin #009 di Alex Riberas al ‘Kemmel’, perdendo il controllo della Valkyrie e andando in piroetta contro il muro. Altra neutralizzazione, ultima ripartenza a 24 minuti dal termine. Pochi istanti dopo, Da Costa ha perso la propria A424 al ‘Raidillon’, mettendo la parola fine a un weekend che per Alpine avrebbe potuto essere ben diverso. Top 3️⃣ Hypercar finishers after six hours… and WOW did they fight for it!#WEC #6HSpa pic.twitter.com/CGEbPepaLq — FIA World Endurance Championship (@FIAWEC) May 9, 2026 BMW-WRT trionfa, Ferrari recupera il podio © Claudio Cavalli Con il caos alle spalle, la BMW M Hybrid V8 #20 di Frijns, Sheldon Van Der Linde e Rast si è ritrovata al comando e non ha più guardato indietro, tagliando il traguardo davanti alla gemella #15 di Marciello, Magnussen e Vanthoor. Una doppietta che vale più di una semplice vittoria: è il segnale che il Team WRT e il marchio bavarese hanno trovato la quadra in un campionato dove erano rimasti spesso in ombra. A completare il podio, a sorpresa ma meritatamente, la Ferrari 499P #50 di Fuoco, Molina e Nielsen. La vettura di Maranello era sembrata fuori dai giochi per larghi tratti, ma ha saputo risalire la classifica fino al terzo posto, un risultato che assume un sapore speciale soprattutto considerando la perdita prematura della #51 di Pier Guidi. Anche la #83 di Kubica, Hanson e Ye ha chiuso positivamente, agguantando una sesta piazza strappata in extremis alla Peugeot #93 di Vandoorne, Di Resta e Cassidy. In mezzo, protagoniste di bagarre finali tutte loro, si sono inserite la Aston Martin #007 di Tincknell e Gamble e la Toyota #7 di Kobayashi, Conway e De Vries. Ottava posizione e primi punti stagionali per la Genesis #17 di Derani, Lotterer e Jaubert. Nona la Cadillac-Jota #12 di Nato, Stevens e Delétraz, che nelle ultime due ore è crollata dopo essere rientrata con le mescole morbide. Chiude la Top10 la Toyota #8 di Buemi, Hartley e Hirakawa. A mani vuote entrambe le Alpine. LMGT3: penalità alla Ferrari, vince McLaren © Claudio Cavalli In Classe LMGT3 il finale è stato altrettanto imprevedibile. La Ferrari-AF Corse #21 di Rovera sembrava orientata verso la vittoria, ma un errore in pit-lane del team — che ha rilasciato la vettura mentre sopraggiungeva la McLaren-Garage 59 #10 di Au, Fleming e Kirchhofer — è costato 5 secondi di penalità, sufficienti a consegnare il successo alla 720S. La 296 GT3 di Rovera è precipitata al quarto posto. Seconda piazza per la Aston Martin-Heart of Racing #27 di Mattia Drudi, Robichon e James, con lo stesso Drudi protagonista di una rimonta superba nel finale. A completare il podio LMGT3 è salita la Porsche-Manthey #92 di Pera, Lietz e Shahin, con Riccardo Pera a festeggiare un risultato di grande valore. Quinta la McLaren-Garage 59 #58, seguita dalla Lexus-ASP #87 di Lopez, Umbrarescu e Schmid. Tra i penalizzati anche la BMW-WRT #32 di Farfus, Gelael e Leung per il contatto con Pier Guidi, il che ha permesso alla Mercedes-Iron Lynx #61 di Martin, Berry e Andrade di completare la Top10. FIA WEC – 6h di Spa: Classifica Finale Tags: 2026, BMW, McLaren, Scuderia Ferrari, Spa Francorchamps, WEC Continue Reading Previous La FIA annuncia le modifiche al motore previste per il 2027