DichiarazioniFormula 1

Vettel e l’ambiente: “La Formula 1 non fa abbastanza”

Il pilota della Aston Martin non è soddisfatto delle scelte etiche del Circus. Secondo lui, si potrebbe fare molto di più in merito alle energie ecosostenibili

Sono dure le parole usate dal quattro volte campione del mondo verso la Formula 1 e le sue scelte in materia di energia ecosostenibile

Sebastian Vettel si è spesso espresso a favore di uno sport che sia più sostenibile per l’ambiente. Lo abbiamo visto occuparsi della raccolta differenziata sulle tribune alla fine di un GP, parlare a sostegno di scelte che rispettino la natura e invitare gli altri a fare lo stesso.
In una lunga intervista riportata da Motorsport.com, il quattro volte campione del mondo ha parlato del futuro della Formula 1 e di quello che servirebbe per diminuirne l’impatto ambientale, optando per soluzioni più green.

La Classe Regina del mondo a quattro ruote ha compiuto un altro passo verso un’energia maggiormente sostenibile con l’introduzione di un nuovo carburante a partire dalla prossima stagione, costituito per il 10% da un e-fuel, e puntando, dal 2030, a un tipo del tutto green. Ma, secondo Vettel, non è abbastanza.

“IL NOSTRO MOTORE E’ EFFICIENTE MA INUTILE”

Il pilota tedesco ha avuto parole dure sulle linee adottate dalla Formula 1, evidentemente troppo deboli e “di nicchia” per poter significare davvero qualcosa: “La Formula 1 non è green. Credo che viviamo in un’epoca in cui abbiamo innovazioni e possibilità per renderla sostenibile, senza perdere nulla dello spettacolo, dell’eccitazione, della velocità, della sfida e della passione. Semmai, abbiamo così tante persone intelligenti e potenza ingegneristica qui che potremmo trovare soluzioni. Le regole attuali penso che siano molto eccitanti, il motore è super efficiente, ma è inutile“.

Il problema è dunque quello relativo alla portata del cambiamento necessario, che non è sufficiente per poter fungere da reale modello per il mondo esterno alle corse. “Non si tratta di un motore che comprerai tra due anni quando deciderai di acquistare una nuova auto, ad esempio. Quindi ci si può chiedere perché sia così rilevante. Credo che ci siano alcune cose di cui le persone stanno parlando per il futuro dello sport in termini di regolamenti, che potrebbero spostare il cambiamento e trasformarsi in miglioramenti più rilevanti. E sento che se arrivano, è una buona cosa per la Formula 1, ed è anche di fondamentale importanza. Ma se non vengono, penso di non essere così ottimista. Se non accadrà, immagino che la Formula 1 scomparirà. E probabilmente a ragione. Siamo nella fase in cui sappiamo di aver commesso errori e non abbiamo tempo per farne di altri“, ha proseguito il tedesco.

“L’E-FUEL DEL 2022 NON E’ UNA RIVOLUZIONE”

L’idea di Vettel è che uno sport come questo dovrebbe porsi l’obiettivo di guidare il cambiamento e non farne parte in maniera relativa, accontentandosi di introdurre una tecnologia che non è poi una novità. “Non sono esattamente uno specialista di carburanti, ma sarò più un fan di quelli sintetici piuttosto che dei biocarburanti. Con questi ultimi, ovviamente devi procurarti il ​​carbonio da qualche parte e penso che lì potrebbero esserci dei problemi o delle complicazioni. Credo che sia decisamente giusto che la Formula 1 persegua un modo per trovare carburanti rinnovabili o una formula per quelli sintetici. Ma, così com’è ora, abbiamo il prossimo anno avremo un motore con solo il 10% di e-fuel, che da un punto di vista tecnologico non è una rivoluzione“.

Il carburante del prossimo futuro? Esiste già. “Puoi già acquistare quel carburante ai distributori per strada da diversi anni come cliente, in tutto il mondo. Non è una novità. Non credo che sia esattamente tra gli obbiettivi che la Formula 1 si è prefissata per essere un leader tecnologico. I motori saranno congelati entro il ’22“, ha anche specificato.

VETTEL A FAVORE DELL’AMBIENTE: E’ IMPORTANTE AGIRE ORA

Si dice che qualcosa potrebbe cambiare prima, ma congelato almeno fino al ’25, probabilmente 2026, quindi questo significa altri cinque anni senza progressi. Penso che metterà il nostro sport sotto una pressione enorme. Potremmo usare le nostre risorse, ovvero l’intelligenza che la Formula 1 ha“, ha detto, “Voglio dire, non dimentichiamo che abbiamo trascorso gli ultimi10 anni su un motore che è super efficiente, e ne abbiamo spremuto molta potenza, ma sostanzialmente non ha alcuna rilevanza per la persona normale sulla strada e la generazione successiva di automobili. Probabilmente ogni produttore ha speso più di un miliardo per sviluppare quel motore in quegli anni. Quei soldi possono essere trovati di nuovo, o parte di quei soldi sono in giro per sostenere, si spera, le giuste cause. Quindi è lì che mi siedo e dico ‘Non so quale sia esattamente la soluzione migliore, ma sento che dobbiamo iniziare a farlo ora, piuttosto che discutere per altri cinque anni e, nel frattempo, fare cinque anni di niente’“, ha poi concluso.

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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