DichiarazioniFormula 1

Dal 2030, attesa svolta green della Formula 1

Il Direttore Tecnico Sportivo della Classe Regina ha parlato del progetto, mettendone in luce le criticità

La Formula 1 ha in cantiere un carburante totalmente green. Sono però tanti gli ostacoli da superare 

La Classe Regina del Motorsport si è posta un obiettivo: guidare l’intero settore automobilistico verso performance più ecosostenibili. Se dalla prossima stagione, i serbatoi delle monoposto verranno infatti riempiti con il un carburante “E10”, fatto per il 90% di combustibile fossile e per il 10% di etanolo (sostanza sostenibile), l’ambizione è quella di aprire una nuova era totalmente green dal 2030. Una sfida, questa, che non è certo priva di ostacoli, ma nella quale i vertici della Formula 1 credono (e investono) molto.

Come riporta GPtoday.com, il progetto non si limita solo a ridurre l’emissione di gas nocivi in pista, ma di fungere da modello in tutto il mondo anche per le macchine su strada. A confermarlo è stato proprio il Direttore Tecnico Sportivo della Formula 1, Pat Symonds, che ha ammesso quanto tutto questo sia ambizioso e complesso.

GLI OSTACOLI SULLA STRADA DEL PROGRESSO

Considerando che, entro la prossima decade, solo circa l’8% dei veicoli sarà elettrico, è necessario cercare subito una nuova fonte di energia sostenibile. Ma la strada è in salita e l’ostacolo maggiore sembra essere lo sviluppo: “Quello che stiamo facendo è sintetizzare un carburante ad alte prestazioni e completamente sostenibile, ed è qualcosa che è sia difficile in generale che molto complesso da ottenere nelle quantità di cui abbiamo bisogno“, ha dichiarato Symonds.

E ancora maggiore è la difficoltà se bisogna anche garantire le giuste prestazioni dei motori: “Il Motorsport riguarda la potenza, ma in particolare riguarda la densità di potenza; non vogliamo auto enormi con enormi serbatoi di carburante, vogliamo serbatoi di carburante piccoli e molto carburante di ottima qualità e ad alta densità di potenza. Quindi dobbiamo sintetizzarlo e non è la cosa più facile da fare“, ha poi concluso Symonds. 

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, ho una Laurea Triennale in Lingue Straniere e una Laurea Magistrale in Linguistica, entrambe conseguite nella Capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, spazio, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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