DichiarazioniFormula 1

Vettel: “Amare i V12 non mi rende ipocrita”

Il quattro volte campione del mondo è molto attento alla questione ambientale ed è convinto della necessità di un futuro più green

In seguito ad alcune critiche ricevute dopo essersi esposto a favore di un futuro più green, Vettel ha ribadito che il suo amore per i V12 non lo rende ipocrita

In questi ultimi anni, sempre più spesso i protagonisti del Paddock hanno deciso di utilizzare la Formula 1 come cassa di risonanza per provare a rivoluzionare il mondo. Le cause che vedono impegnati i piloti del Circus sono varie e disparate. Non è un mistero come in questo senso Lewis Hamilton sia uno dei più grandi attivisti per i diritti umani del Motorsport, coinvolto in numerose iniziative a tutela delle minoranze e dell’integrazione. Anche Sebastian Vettel si è più volte espresso a sostegno dei diritti umani, oltre ad essere un fervente sostenitore della rivoluzione ecologica, nonostante secondo alcuni il suo apprezzamento per i V12 possa risultare ipocrita.

Ovviamente desidero ancora i V12 – ha dichiarato il tedesco a F1-insider – “quel sound e quelle vibrazioni sono uniche. Parlo però così da vecchio romantico delle corse. Come essere umano sono assolutamente convinto che non possiamo più dilapidare le nostre risorse. Molte persone adesso puntano il dito e mi danno dell’ipocrita perché appartengo al mondo della Formula 1. Perché corriamo e viaggiamo moltissimo soprattutto in aereo. Ma gareggiare è il mio lavoro e la mia passione. Ma nella mia visione però c’è ancora molto margine per rendere la Formula 1 un business molto più eco-friendly e sostenibile“.

Il punto non è smettere di fare le cose, ma renderle migliori agendo responsabilmente. Si può vivere in maniera sostenibile inseguendo comunque le proprie passioni. Penso che mettere in dubbio sé stessi sia il primo passo in qualsiasi campo. Certamente, il futuro è qualcosa che riguarda tutti, ma quando metto il casco sono solo un pilota che vuole andare più veloce degli altri. Non potrei fare più questo lavoro se non fosse altrimenti, non ci sarebbe più motivo di abbassare la visiera. Dopo tanti anni però so riconoscere le priorità. Dobbiamo essere chiari, la natura è la cosa più importante di tutte”

 

 

Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, studente magistrale di Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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