Analisi della redazioneFormula 1

Una mattina insieme alla voce di Nestore Morosini

All’età di 83 anni si è spento l’ex inviato storico del Corriere della Sera, che ci aveva concesso anche un’emozionante intervista

Una delle firme più illustri del giornalismo italiano, inviato in Formula 1 per oltre trent’anni, se n’è andato vittima del Covid-19: di lui resta anche una chiacchierata con F1world

All’età di 83 anni si è spento un maestro del giornalismo, Nestore Morosini, storico inviato del Corriere della Sera sui campi di gara della Formula 1. L’epidemia di Covid-19 lo ha strappato dall’affetto della moglie, delle figlie e dei nipoti. Poco più di un anno fa mi era stato chiesto di realizzare un’intervista telefonica con lui. Peccato che mi chiesero di chiamarlo all’ultimo, in una mattinata di fine ottobre poco prima di entrare in università. Cosi, cercai, senza successo, un posto appartato e silenzioso e, un po’ intimidito, telefonai.

Dall’altre parte rispose una voce disponibile e affabile, di quelle che ti mettono subito a tuo agio, un po’ affaccendata: già, perché mentre parlava con me Nestore stava cercando di… appendere un quadro. Finita l’attività di bricolage, finalmente iniziammo a parlare. L’intervista, che potete rileggere sul nostro sito, durò circa un’ oretta, e fu un’esperienza semplicemente magica. Io ero seduto su una panchina a pochi metri da un ingresso e non lontano dagli altri ragazzi che passavano, eppure, era come se attorno a me non ci fosse nessuno. Nestore, con la dolcezza delle sue parole ebbe la capacità di isolarmi, trasportandomi in prima persona nei suoi racconti.

Perché nonostante le domande d’attualità su una Formula 1 moderna, troppo spesso insipida e anonima, lui si aprì a un flusso di ricordi capaci di proiettare un appassionato come me al cospetto di illustri personaggi di questo sport, come Enzo Ferrari. Nestore, con voce orgogliosa e divertita, ricordò il Drake e il rapporto che si era creato, affermando che tutto nacque da… un’incazzatura. Lui, infatti, era stato il primo a pubblicare il passaggio di Lauda in Alfa Romeo nel 1978 e il commendatore, ovviamente, non la prese benissimo. E poi le telefonate con Ferrari, quando chiedeva al povero cronista di raggiungerlo alle 13 a Maranello da Milano: peccato fosse già mezzogiorno.

MOROSINI: ESEMPIO DI PROFESSIONALITA’ E MAESTRO DI GIORNALISMO

Oppure le scaramucce in conferenza stampa, tra due personaggi che si rispettavano reciprocamente. In una fredda mattinata autunnale, io d’improvviso mi ritrovai catapultato in tutto questo. Non meno degni di nota i racconti dei suoi inizi. Nestore, aveva intrapreso la carriera da giornalista presso il Corriere dopo essersi reso conto che quella era la sua vera passione, più della fisica, che studiava all’università di Bologna. Cosi quasi per caso nei primi anni settanta, iniziò la sua carriera nel quotidiano milanese, dapprima come correttore di bozze, successivamente nella redazione sportiva, dove iniziò a seguire il basket e il calcio, di cui era un grande appassionato.

Nel 1977 poi, la promozione a inviato in Formula 1, ruolo che ha ricoperto fino al 2010. La sua era una firma sopraffine, che con intelligenza mescolava tra le righe critiche e notizie. Negli anni si è distinto anche come scrittore: diversi i libri pubblicati, ma tutti ambientati in quel paddock che per lui non aveva segreti. Un paddock che per tanti anni lo ha accolto e coccolato, rendendolo un esempio di professionalità e un maestro di giornalismo. Ciao Nestore, ci mancherai.

Gabriele Gramigna

Mi chiamo Gabriele, sono un ragazzo molisano e studio chimica all'università di Padova. Dal 2018 scrivo per F1World, cercando di trasmettere la mia passione per la Formula 1 in tutti i miei articoli.

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