2019Analisi della redazioneFormula 1

Tutti addosso a Vettel

Stampa, social, tutti scatenati contro il campione di Heppenheim. Una campagna mediatica probabilmente esagerata

Stagione difficile, quella della Ferrari, con un unico capro espriatorio: il pilota tedesco

Vettel, sempre Vettel, continuamente Vettel. C’è sempre Sebastian nell’occhio del ciclone della stampa, buon capro espiatorio per i guai Ferrari da un po’ di stagioni a questa parte.

Premessa: non che il tedesco sia esente da errori. Tra il 2018 e 2019 ha macchiato più volte il suo ruolino con pesanti sbavature, falli di reazione, ormai tipici di un tedesco qual è ma con un temperamento latino che abbiamo imparato a conoscere.

Macchie che danno adito a continui rumors: “Vettel via”, “Vettel da licenziare”, “Richiamate Alonso“, sono i titoli e/o commenti più gettonati sui giornali, nei commenti sui social.

UN PASSATO MAI PERDONATO

Da dove nasce questo astio nei confronti del quattro volte campione del mondo?

Non crediamo dipenda tutto dai mancati successi di questi anni. Vettel non ha mai, o quasi, goduto del necessario credito, quasi avesse vinto i suoi titoli per caso, guidando una Red Bull invincibile. Non gli si perdona l’aver sconfitto la Ferrari e Fernando Alonso probabilmente.

ESSERE PILOTI FERRARI, PIÙ CROCE CHE DELIZIA (ULTIMAMENTE)

A questo aggiungeremo la mania, tipicamente italiana, di distruggere un pilota vestito di rosso.

È toccato a tutti, anche ai grandi.

Toccò a Schumacher, con orde di commentatori pronti a richiamare Alesi o prendere Frentzen al suo posto quando la Rossa ancora non ne voleva sapere di andare e Michael non era ancora la macchina da guerra che abbiamo amato.

Stesso discorso per Raikkonen, Alonso, ancora Raikkonen, ora Vettel. Prima tanto desiderati, ora relegato al ruolo di reietti.

La stella è ora Leclerc, non solo per i tifosi ma anche per i media. Siamo certi che se non dovesse vincere, arriverà anche per lui il momento della condanna su pubblica piazza.

Davvero Hulkenberg farebbe meglio di Sebastian? O un Mick Schumacher ancora acerbo? Hamilton non si schioda dalla Mercedes, Verstappen idem dalla Red Bull, Ricciardo si potrebbe liberare ma non sarebbe una convivenza facile con Charles.

Torniamo con i piedi per terra, per cortesia.

Domenica scorsa sarebbe bastato un team order in favore del monegasco, in quel momento su strategia migliore, per evitare il patatrac. Ricordiamo anche la buona qualifica del pilota teutonico, secondo in griglia, davanti anche al compagno di squadra dotato di una power unit più aggiornata.

Accusare Seb, poi decantarlo al primo successo (dove sono quelli che lo glorificavano nel 2015?), poi affossarlo di nuovo: è questo ormai lo sport preferito di una massa che giudica senza senso critico, ma solo basandosi sulle emozioni del momento.

#EssereFerrari, se di mestiere fai il pilota, non è poi così una fortuna, ultimamente.

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Christian Caramia

Mi chiamo Christian e ho 28 anni, vivo a Martina Franca (Taranto). Istruttore di scuola guida nella vita, appassionato fin da piccolo di Formula 1 e del motorsport a 360 °.

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