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Correa non ha potuto evitare Hubert nell’incidente a Spa

Il pilota americano ha spiegato la dinamica dell’impatto che lo ha visto coinvolto e in cui ha avuto la peggio il giovane Anthoine

Il pilota di Formula 2, sopravvissuto all’incidente, ha raccontato quello che ha provato nei momenti immediatamente successivi all’impatto con la vettura di Hubert, deceduto sul colpo per le gravissime lesioni riportate

“Motorsport is dangerous”. Suona come monito, avvertimento. Eppure, pur consapevoli dei rischi, l’idea che qualcosa di terribile possa realmente capitare talvolta non ci sfiora nemmeno lontanamente.
Si tratta di un meccanismo di difesa, un filtro che ci impedisce di focalizzare l’attenzione su quel qualcosa che anche in un meraviglioso sport come l’automobilismo a 300 km/h può sempre andare storto.
L’essere umano reagisce così: non ci pensa, fino a quanto non accade.
Juan Manuel Correa è sopravvissuto a un incubo.

Lo scorso 31 agosto è stata scritta una delle pagine più tristi e tragiche del Motorsport. Il giovane francese Anthoine Hubert, pilota promessa della Formula 2, è deceduto a seguito di un terribile incidente sul circuito di Spa, in Belgio.
Al celebre Raidillon, la sua vettura, già di traverso a causa di un’uscita di pista con conseguente urto contro le barriere, è stata centrata da quella di Juan Manuel Correa che sopraggiungeva dietro di lui a circa 200 km/h. Per il numero 19 della Arden non c’è stato niente da fare: è morto sul colpo. Correa invece ha riportato gravi lesioni agli arti inferiori, ma, dopo diversi interventi chirurgici, sembra stia recuperando più velocemente del previsto.

CORREA: “IMPATTO A 70G

L’intervista riportata su soymotor.com ci catapulta nuovamente a quei terribili momenti, ma lascia anche molta speranza per il futuro del giovane: “È tutto chiaro, ho avuto degli incontri con la FIA. È stato un incidente molto sfortunato, una lunga catena di eventi con quattro o cinque auto coinvolte. Quello che ho detto su ciò che ho vissuto coincide con il rapporto della FIA. Ma è finita. Nessuna indagine cambierà il fatto che io abbia un anno difficile da affrontare davanti a me” – ha dichiarato Correa in un’intervista a Mundo Sport.
Quando sono passato da Eau Rouge, ho trovato alcuni pezzi dell’auto di Alesi che mi sono finiti sotto le ruote anteriori, quindi sono andato dritto, con la sfortuna di finire direttamente sull’auto di Hubert” – ha continuato.

Al momento dell’impatto tra la vettura di Juan Manuel e quella di Anthoine, sul pilota americano di origini ecuadoregne è stata scaricata una forza pari a 70G. Si tratta della forza-peso che la gravità del nostro Pianeta esercita sulla massa dei corpi. Questo significa che, ipotizzando che Correa avesse un peso di circa 68 kg al momento dell’incidente, il suo fisico si sarebbe comportato come un corpo di oltre 4700 Kg.
È strano che non abbia perso conoscenza durante l’incidente; è stato un impatto di 70G. Quando ho detto ai dottori che non ero svenuto, non mi hanno creduto. Prima di schiantarmi, ho teso i muscoli e mi sono tenuto forte. Volevo uscire dall’auto da solo, sono stato cosciente durante tutto l’incidente” – ha poi ammesso Juan Manuel.

IL LUNGO PROCESSO DI GUARIGIONE

Il colpo è stato durissimo, ma Correa non si perde mai d’animo e spera di poter tornare più forte di prima: “Fondamentalmente, i medici hanno dovuto ricostruire la mia gamba destra. La sinistra ha subito lesioni molto più lievi; è bastato solo un intervento chirurgico. Il processo richiederà un anno con più operazioni a venire, recupero e riabilitazione. Sfortunatamente, è molto probabile che non recupererò mai completamente la mia gamba, ma combatterò per recuperarla quel che basta per premere l’acceleratore” – ha raccontato con molta positività il giovane pilota.

Ho perso sei centimetri di osso nella parte inferiore della tibia. Sta crescendo di nuovo con uno speciale dispositivo. Ecco perché ho tutti quei pezzi di metallo intorno alla gamba che vedete sui social. Il mio osso cresce di un millimetro al giorno. Il 23 dicembre ho il prossimo intervento chirurgico con cui l’osso raggiungerà il piede“.
Poi inizierà il processo durante cui il nuovo osso dovrà rafforzarsi in modo che possa sostenere il peso. Successivamente, i metalli verranno estratti per recuperare il più possibile e valutare quanto dolore o mobilità ho e vedere quali altre operazioni seguiranno” – ha aggiuto il pilota americano.

Correa però non rinuncia al suo sogno. Il giovane ventenne è disposto a combattere contro tutto e tutti per tornare a competere in Formula 2 e non esclude un approdo alla classe regina.
Ho un carattere forte. Quando mi sono svegliato dal coma, mi sono reso conto che potevo stare a letto sentendomi male e depresso o lottare per alzarmi e tornare; ed è quello che faccio. Sono motivato dal sogno di tornare in F2 e arrivare in F1 in futuro” – ha poi concluso.

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, ho una Laurea Triennale in Lingue Straniere e una Laurea Magistrale in Linguistica, entrambe conseguite nella Capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, spazio, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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