Formula 1Test Bahrain

Test Bahrain 2022, cosa abbiamo imparato?

A Sakhir ci si è scoperti un po’ di più e si è cominciato così a vederci più chiaro. Non troppo ma qualcosa si è già pregustato in vista di quello che sarà il primo fine settimana di gara della stagione

Le tre giornate di test in Bahrain sono state l’ultima occasione per i team per capirci ancora qualcosa in tutta tranquillità. In vista del primo vicinissimo Gran Premio c’è già tanto di cui parlare

In Bahrain la Formula 1 è giunta per correre la sua seconda sessione di test pre-stagionali. Un ultimo banco di prova per le squadre e per i piloti prima di tornare a fare sul serio; quando sempre a Sakhir tra poco meno di una settimana inizierà il primo weekend di gara. Ma prima di buttarsi a capofitto nel Gran Premio d’esordio del 2022, occorre fare una riflessione su ciò che abbiamo visto in quest’ultime tre giornate.

GERARCHIE

Precedentemente a Barcellona, ed ancor prima durante gli sveli, si era capito che lo spauracchio “di monoposto tutte uguali” non aveva avuto ragioni fondate, con gli ingegneri capaci d’inventarsi soluzioni ben diverse – d’altronde Maranello e Brackley sono agli antipodi. Era stato già detto, è vero. In questa occasione però abbiamo cominciato a prendere più familiarità con i progetti cercando (perlomeno) d’intuirne il livello.

Non semplicissimo considerando che ovviamente tutti i team si tengono più di qualcosa per loro. Un dato comunque è certo, la Ferrari si è innegabilmente avvicinata a Mercedes e Red Bull. Quanto si sia avvicinata non è dato saperlo, ma per quello le prime risposte arriveranno presto. Se la Rossa si è confermata buona, un discorso a parte meritano la W13 e la RB18.

La vettura a disposizione del campione del mondo ha prima strabiliato per le soluzioni e poi per l’effettiva facilità di guida. Lo si nota dagli onboard e per quel che valgono dai tempi legati sia al giro secco che ai long run. La W13, che per il Bahrain si è messa a dieta, al contrario è sembrata un po’ più capricciosa anche se non in difficoltà come qualcuno vorrebbe far credere – Non siamo i più veloci. Ferrari è parsa la più veloce, forse Red Bull. Poi noi, o forse la McLaren”, così Lewis Hamilton in conferenza stampa al sabato.

E poi c’è la McLaren che, con Daniel Ricciardo positivo al Covid, ha potuto contare solo su Lando Norris. Quelli di Woking hanno avuto un po’ di problemi, fra tutti quello inerente al surriscaldamento dei freni anteriori che gli ha impedito di girare come avrebbero voluto. Alleggiano ancora tanti punti di domanda anche sulle scuderie da midfield, dove si posizioneranno Aston Martin, Alpine, Alfa Romeo, Williams, Alphatauri e Haas? Fra queste alcune hanno impressionato in positivo denotando un salto di qualità, mentre altre meno.

MARETTE

Il porpoising è un’altra tematica di cui si è inevitabilmente parlato, con le squadre che hanno dovuto cercare un’espediente per eliminare questo fastidioso e limitante saltellamento delle vetture ad effetto suolo che si verifica quando si trovano ad alte velocità. Ovviare a questo cruccio il prima possibile con gli aggiornamenti è fondamentale, motivo per il quale abbiamo visto i team portare tempestivamente nuovi fondi (chi addirittura tre). Comunque per farsi trovare il più preparati possibile sotto questo punto di vista in occasione del debutto si ha ancora qualche giorno.

Oltre all’effetto delfino non è non sono stati riscontrati ulteriori grattacapi. Li abbiamo menzionati già prima per McLaren, ma anche Williams non è stata esente con un problema simile ai freni posteriori avuto con Latifi (e nemmeno di poco conto).

SOLUZIONI POCO CHIARE

Infine non sorprende che ci sia già qualcuno che fa già discutere. Si tratta della Mercedes che con l’espediente dei suoi specchietti ha già fatto parlare sia Christian Horner che Mattia Binotto che hanno promesso di volerci vedere chiaro perché “contro allo spirito del regolamento”. Che gli specchietti non avessero dovuto avere una funzione aerodinamica era una cosa che la FIA aveva già chiarito nel lontano 2018 quando a Monaco la SF71H aveva portato una trovata simile. Davanti però alle proteste avversari all’epoca era stato detto che avrebbero dovuto avere una conformazione prettamente essenziale.

La circostanza non è la medesima e fondamentalmente non sono illegali poiché è una interpretazione del regolamento che sposa la particolarissima disposizione longitudinale dei sidepod. É una minuzia su cui si è già pretesa una spiegazione, e di cui davvero tra poco se ne tornerà a parlare.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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