DichiarazioniFormula 1

Szafnauer: “RP20 non ancora al suo massimo potenziale”

Secondo il team principal della Racing Point c’è ancora margine di miglioramento nelle prestazione della monoposto 2020

Dopo la brillante performance di Sergio Perez nel GP di Stiria Otmar Szafnauer fa tremare ancora una volta i competitors mettendoli in guardia. Secondo l’ingegnere americano infatti la RP20 del team di Silverstone sarebbe ancora lontana dall’esprimere il suo vero potenziale

Che la Racing Point fosse una seria candidata per il ruolo di best of the rest di questo atipico 2020 lo si era già intuito a Barcellona. A quattro mesi dalla sua prima apparizione la monoposto della scuderia con sede a Silverstone non ha deluso le aspettative nel doppio appuntamento su suolo austriaco. Al Red Bull Ring la RP20 (o Pink Mercedes, per chiunque non vesta la casacca rosa del team di Lawrence Stroll) si è dimostrata superiore rispetto alle monoposto rivali del midfield. Mentre sul team inglese pende la spada di Damocle dell’investigazione FIA sulle presunte irregolarità commesse nello sviluppo della macchina, a tutti gli effetti identica alla W10 della scuderia di Brackley, in Racing Point mirano al top e, come avverte Otmar Szafnauer, il meglio deve ancora venire.

Secondo il team principal statunitense dell’ex-Force India, la RB20 sarebbe ben lontana dall’esprimere appieno il proprio potenziale. “Ci potrebbero essere alcuni circuiti più adatti alla nostra monoposto e allora potremmo essere anche più vicini” – afferma Szafnauer – “Di quanto? Non lo sappiamo, è difficile da dire. Sono molto felice che il passo gara sia buono. C’è però ancora del lavoro da fare e dobbiamo ancora capire come ottimizzare il weekend”. Secondo la versione ufficiale la Racing Point avrebbe adottato il telaio Mercedes ricostruendolo tramite alcune dettagliate fotografie. ll team dovrebbe dunque imparare ora come settare la monoposto attraverso una logica trial&error“Ci vuole del tempo” – ammette Szafnauer.

CONOSCERE LA RP20

“Bisogna fare degli esperimenti – spiega Szafnauer – “Ricordo che quando lavoravo in Honda arrivava un certo punto della stagione dove si iniziava a pensare alla vettura dell’anno successivo senza portare aggiornamenti per la monoposto in uso. Al limite, con cinque o sei gare di fila anche senza aggiornamenti comunque impari di più e la macchina inizia ad andare più veloce. Per noi c’è ancora molto da comprendere e da fare, e lo si fa attraverso la pratica ed esperimenti. Più venerdì affronti, di più impari il giusto setup”.

Un’opportunità di studio importante per il team guidato da Szafnauer è arrivata il sabato del GP di Stiria. Il messicano Sergio Perez è stato costretto ad una rimonta eccezionale in gara dopo la partenza in diciassettesima piazza, frutto di un problema con la temperatura degli pneumatici da bagnato. “Se non si riesce a far lavorare bene le gomme da bagnato perché non sono nella finestra ottimale di temperature si fatica non poco. Questo è quello che ci è successo per una serie di ragioni e sappiamo quali esse siano. Se un domani dovessimo trovarci nuovamente in una situazione di qualifiche bagnate con le conoscenze che abbiamo appreso sabato sarà tutta un’altra storia“.

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Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, sono uno studente di Laurea Triennale in Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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