DichiarazioniFormula 1

Stroll: “Ognuno ha la sua opinione, io parlo in pista”

Il canadese sa bene che i critici saranno sempre lì, il suo impegno è quello di smentirli con i risultati in pista

Stroll si è espresso sul requisito della superlicenza richiesta dalla FIA

Lance Stroll è conscio che non tutti hanno una buona opinione su di lui per il fatto di avere un padre molto facoltoso. Le disponibilità economiche di Lawrence gli hanno certamente facilitato l’ingresso in Formula 1, ma in molte occasioni le critiche ricevute gli sono sembrate pretestuose ed eccessive. In tutti questi casi il canadese ha sempre cercato di rispondere con i risultati in pista.

Stroll è in Formula 1 dal 2017, dopo aver conquistato il titolo europeo in F3. In queste tre stagioni e mezzo ha vissuto dei brutti momenti, ma anche due podi e buone prestazioni. Attualmente, in effetti, è davanti a Sergio Perez nella classifica iridata, anche se il messicano è stato costretto a saltare due gare a causa della sua positività al coronavirus.

Il canadese ha ormai capito che le critiche feroci nei suoi confronti ci saranno sempre, proprio per questo cerca di isolarsi da tutte le voci che provengono dall’esterno, pensando soltanto a fare il proprio lavoro in pista. Dove i risultati ottenuti in questa prima parte di stagione sembrano in effetti dargli ragione.

Tutti hanno la loro opinione, io parlo in pista e cerco di rimanere nella mia bolla. Quando hai successo in qualcosa e cerchi di perseguire i tuoi sogni troverai sempre alcune persone che cercano di portarti giù con la loro negatività.  Non puoi accontentare tutti, non puoi essere il migliore amico di tutti, non funziona così. E’ il mondo in cui viviamo.”, ha detto Lance sul podcast di Natalie Pinkham.

LA SUPERLICENZA COME QUALCOSA DI NECESSARIO

Riguardo alla sua esperienza nelle categorie inferiori, Lance considera il requisito della superlicenza come assolutamente necessario, poichè, altrimenti, chiunque potrebbe arrivare in Formula 1 solo con i soldi. Il canadese rivendica quindi i suoi successi nelle categorie propedeutiche.

Io ho dovuto vincere i campionati ai quali ho preso parte. E’ per questo che esiste la superlicenza, altrimenti ci sarebbero molte persone, magari prive di talento, in grado di acquistare un sedile. Sarebbe qualcosa di orribile. Quello della superlicenza è un qualcosa di necessario”.

“Penso di aver dimostrato di essermi meritato un posto in Formula 1. In questi anni ho passato dei brutti momenti, ma sono riuscito a togliermi anche diverse soddisfazioni, come i due podi o la prima fila a Monza sul bagnato. Sono contento del mio percorso e voglio andare avanti guardando al futuro con ottimismo.”, ha dichiarato Stroll in conclusione.

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Danilo Tabbone

Mi chiamo Danilo, ho 20 anni, vengo dalla Sicilia e studio all'Università di Palermo. La Formula 1 è la mia più grande passione, la seguo da quando ero bambino, e le emozioni che mi suscita sono parte integrante della mia personalità. Dal 2020 scrivo per F1world.

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