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Steiner: “I pro e i contro di avere due rookie nel team”

L’altoatesino, team principal della squadra americana, esamina tutto ciò che comporterebbe avere due piloti esordienti

Günther Steiner analizza i rischi di una line up costituita da due rookie considerando però anche gli aspetti positivi

Fin dal suo debutto in Formula 1 (nel 2016) la Haas ha sempre puntato sulla continuità e su piloti esperti. Sia Gene Haas, fondatore della scuderia, che Günther Steiner avevano sempre negato, fino a questo momento, l’ipotesi di poter affidare le loro monoposto a degli esordienti. Difatti Romain Grosjean è parte del team fin dal principio, mentre Kevin Magnussen è diventato pilota Haas nel 2018 sostituendo Esteban Gutierrez. Questa politica aveva portato ad importanti risultati proprio nel 2018, anno in cui arrivarono a conquistare il quinto posto della classifica finale dei costruttori.

Ma le ultime due stagioni hanno visto il team americano in netta difficoltà, soprattutto in pista. Il 2019  non è stato brillante dato che la Haas è arrivata soltanto davanti alla Williams; e questo 2020 li ha visti conquistare, ad oggi, non più di tre punti. Tutto ciò ha portato ad una rivalutazione generale che ha incluso anche i piloti. Proprio per questo pochi giorni fa è arrivata l’ufficialità che sia Grosjean che Magnussen sono ormai fuori dal progetto.

Di fronte a questa situazione ci sono molti rumors. Sergio Perez e Nico Hülkenberg sono piloti che attualmente sono alla ricerca di un sedile, ma i due che vengono più accostati alla Haas sono Mick Schumacher e Nikita Mazepin. Il tedesco è all’interno del programma FDA ed è tra coloro che quest’anno competono per la conquista del titolo in Formula 2. Anche il russo, figlio del miliardario Dmitry Mazepin, è pilota nella stessa categoria ma con la Hitech Grand Prix.

STEINER SULLA POSSIBILITÀ DI AVERE DUE ROOKIE

Il team principal della Haas non ha ancora confermato la line up del prossimo anno dicendo che effettivamente non hanno ancora preso una decisione. Ma l’altoatesino non ha di certo negato questa possibilità analizzando anche quali potrebbero essere i pro e i contro. “Abbiamo discusso dei rischi e delle opportunità. C’é il rischio di non avere qualcuno che sappia guardare i dati. Avrebbero bisogno di imparare sotto questo aspetto“.

Ha poi continuato: “Ma tra le cose a favore c’é il fatto che tu puoi indirizzarli (i rookie n.d.r) e farli crescere con il team. C’é il rischio che non funzioni e non vogliamo ignorarlo. Faremo quello che riteniamo giusto. Coglieremo l’opportunità prendendoci in caso anche il rischio. Quindi se assumeremo due esordienti è perché ci abbiamo pensato bene“.

 

 

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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