DichiarazioniFormula 1

Sainz realizza il sogno di un suo piccolo tifoso

Il pilota della McLaren, con la collaborazione della Fondazione Juegaterapia, ha coronato il sogno di un bimbo malato di cancro: giocare alla PlayStation con il suo idolo

Campione dentro e fuori dai circuiti di Formula 1. Ancora una volta, Carlos Sainz si rivela un ragazzo dal cuore d’oro

Carlos Sainz Jr. è indubbiamente uno dei piloti più talentuosi della sua generazione. Dal momento del suo debutto in Toro Rosso, il figlio d’arte si è confrontato con campioni del calibro di Max Verstappen e Nico Hulkenberg senza mai sfigurare. Il 2019, anno in cui ha regalato alla McLaren il quarto posto in classifica costruttori e un podio dopo diverse stagioni di buio assoluto, lo ha consacrato tra i piloti più forti in griglia. In attesa di ritornare in pista e conoscere il suo futuro (che si dice sia in Ferrari), lo spagnolo ha anche dimostrato di avere un gran cuore, prima decidendo di ridursi l’ingaggio per favorire lo staff del suo team e poi regalando un sogno a un piccolo tifoso.

La Fondazione Juegaterapia ha da poco lanciato un’iniziativa per rendere più piacevoli questi giorni di reclusione causati dal coronavirus ai bambini malati di cancro. A questa attività benefica hanno partecipato atleti del calibro di Carlos Sainz, Marcos Llorente, Vinicius Júnior e Luis Suárez. L’organizzazione, che lavora da dieci anni con i bambini affetti da cancro con lo slogan “Giocando la chemio sta volando”, intrattiene e accompagna i più piccoli durante il trattamento e li aiuta a non farli sentire soli durante il difficile processo.

CAMPIONE DI SOLIDARIETÀ

“In Juegaterapia combattiamo contro l’isolamento unendo i campioni”, ha affermato un dirigente della fondazione. E così è stato fatto, mettendo Sainz in video contatto con Álex, un bimbo di soli 13 anni di Ciudad Real. “Ciao Álex! Come stai? Che ne dici di fare una partita con me a Gran Turismo? Vediamo come va. Un abbraccio e giochiamo”, ha commentato il pilota della McLaren prima di iniziare la partita.

Al termine della gara, Carlos ha promesso ad Alex che quella non sarebbe stata l’unica volta in cui avrebbero giocato insieme e prima di finire ha dato appuntamento al ragazzo per una nuova sfida.  La direttrice del progetto Juegaterapia, María José Jara, ha assicurato che “quest’esperienza è stata speciale per i bambini”. Il pilota di Madrid collabora con la fondazione da ormai più di tre anni e in questa quarantena ha anche donato abiti ai più bisognosi.

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Alberto Lanzidei

Mi chiamo Alberto, ho 24 anni e la mia passione sono le automobili. Seguo con attenzione il mondo delle corse e in particolare la Formula 1, massima espressione del motorsport. Sin dall'adolescenza il mondo dell'informazione sportiva attirava la mia curiosità, senza immaginare che un giorno ne sarei entrato a far parte.

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