Analisi della redazioneFormula 1

Gioventù bruciante

La scelta della Ferrari segna un cambio di passo: ai piloti plurititolati, sempre presenti a Maranello negli ultimi 25 anni (con l’eccezione del 2007), la squadra di Binotto ha preferito due giovani dal curriculum ancora scarno

Bisogna tornare indietro al 2007 per ritrovare al via sulla Rossa due piloti a secco di titoli mondiali

Due vittorie e 11 podi totali: sono questi i numeri attuali della coppia Ferrari del 2021. Certo, davanti c’è ancora il mondiale 2020 (che dovrebbe scattare a luglio, nella migliore delle ipotesi), e il curriculum dei due prossimi piloti in rosso potrebbe ancora infoltirsi, prima che Leclerc e Sainz si trovino a condividere il box. Tuttavia, se verranno confermati i valori emersi nei test, con la Mercedes imprendibile, è assai probabile che la casa di Maranello si trovi nel 2021 con nessun campione del mondo nel box. Una situazione in netta controtendenza rispetto al passato recente, quando sia sotto l’egida di Montezemolo che quella di Marchionne l’imperativo era stato di ingaggiare piloti plurititolati

L’ultima volta che la Ferrari scelse di affidarsi a due giovani under 30 senza titoli in bacheca risale al lontano 2007, l’anno dell’ultimo titolo iridato, quando la coppia era formata da Felipe Massa e Kimi Raikkonen. Classe 1981 il brasiliano, 1979 il finlandese, per una media d’eta di 27 anni. Quando i due si trovarono a condividere il box, il palmares era un pochino scarno per entrambi (soprattutto per Felipe): Raikkonen vantava 9 vittorie, tutte con la McLaren, Massa solamente due, conquistate nel 2006 di fianco a Michael Schumacher. La scelta di puntare su due giovani affamati si rivelò comunque azzeccata, visto che nel 2007 Kimi fu campione e l’anno seguente Felipe andò vicinissimo all’iride.

SOLO CAMPIONI

Da allora in poi, la casa di Maranello ha sempre corso con almeno un campione del mondo nel box. Al 2010 risale l’arrivo di Fernando Alonso, che aveva già due titoli mondiali conquistati con la Renault, al 2015 quello di Vettel, che assieme a Raikkonen portava un totale di 5 titoli mondiali.

Anche negli anni Duemila e nella seconda metà dei Novanta, la Ferrari aveva contato su coppie titolate, complice la presenza di Schumacher. Il quale era già iridato dal suo approdo a Maranello, grazie ai titoli conquistati con la Benetton. Prima del 2007, dunque, bisogna fare un salto indietro di altri 12 anni per ritrovare una coppia priva di campioni: era quella del 1995, con Berger e Alesi, la stessa del biennio precedente. Situazione analoga nel ’92, quando il box rosso era privo di piloti iridati: accanto a Jean, c’era infatti il nostro Ivan Capelli.

RITORNO AL PASSATO

Curioso notare che la mancanza di campioni in squadra era invece una costante nel corso degli anni Ottanta. Dopo il ritiro di Jody Scheckter a fine 1980, a Maranello corsero sempre piloti senza titoli iridati, con l’eccezione dell’iridato del ’78 Mario Andretti, che disputò le ultime corse della stagione ’82. Bisognerà attendere il 1990 per riavere in squadra un plurititolato, ossia quell’Alain Prost finito in rotta di collisione con la McLaren e già forte di tre titoli.

Le ultime mosse sul mercato del Cavallino sembrano quindi un ritorno al passato. Per curriculum di partenza, infatti, la coppia Sainz-Leclerc è superiore solo a quella Alesi-Capelli del ’92, se circoscriviamo l’analisi agli ultimi 30 anni. Anche l’età media dello spagnolo e del monegasco è tra le più basse: a marzo del 2021, Carlos avrà 26 anni (li compirà il prossimo settembre), Charles 23 (li compirà a ottobre), per una media di 24 anni e mezzo…

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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