DichiarazioniFormula 1

Russell sulla W13: “Terribile da guidare”

Nonostante il quinto posto di Miami, l’inglese non è del tutto felice della sua prestazione. La monoposto ha ancora molti aspetti da sistemare

Qualche miglioramento per Mercedes, ma ancora insufficiente per sperare nel podio. Porpoising ancora problematico

La prima grande svolta per Mercedes doveva arrivare a Miami, con il team di Stoccarda pronto a portare nuovi aggiornamenti sulla W13. Il risultato ottenuto oltreoceano è stato indicativo, un quinto e un sesto piazzamento per Russell e Hamilton rispettivamente, che però non ha portato grandi sorrisi ai box. Forse complice il venerdì di prove libere, con un incredibile e inaspettato primo tempo di George, che non si è poi tradotto in un’effettiva superiorità tecnica delle Frecce d’Argento. Non che se lo aspettasse davvero qualcuno, visto il livello a cui Red Bull e Ferrari stanno attualmente correndo.

E così, il team otto volte campione del mondo si è dovuto accontentare di portare a casa 18 punti in totale; buon risultato, ma ci sono ancora tanti problemi da risolvere. Lo ribadisce lo stesso Russell, che ha raccontato di essere in difficoltà a causa del fenomeno del porpoising.

“Perché siamo a questo livello? Vorrei poter dare una risposta, ma non lo so”

Alla domanda se veda o meno del potenziale sulla W13, George risponde senza indugio: “Sì, è lì, dobbiamo solo provare a sbloccarlo. Penso che ancora non capiamo davvero perché sia ​​così imprevedibile. Toto usa spesso la parola ‘diva’, ma penso che sia un po’ un eufemismo, perché è così imprevedibile. Quando inizia a rimbalzare così tanto, diventa un killer da a guidare“. Oltre alla velocità di punta inferiore rispetto ai rivali davanti, gli ingegneri di casa Mercedes dovranno dunque mettere mano al porpoising, che si verifica sul dritto, portando i piloti a rimbalzare letteralmente sul sedile della monoposto e ad alzare il piede.

Nuovi dati sono stati raccolti grazie all’ultimo GP disputato in Florida. Il venerdì di prove libere ha infatti sorpreso tutti con il primo tempo di Russell: “Sappiamo da sempre che si tratta di una monoposto veloce. Venerdì è stato anomalo; non capiamo davvero perché. Ovviamente, Lewis ha fatto un lavoro migliore di me sabato, si è qualificato sesto ma, nonostante la correzione di carburante e potenza, i suoi giri più veloci sono stati venerdì, mentre tutti gli altri piloti sono migliorati di oltre un secondo“.

Purtroppo, però, quel livello non è stato mantenuto nel corso di tutto il weekend, che ha poi visto la Ferrari e la Red Bull dominare sul gruppo: “Il mio ritmo di gara era due decimi più lento di Leclerc venerdì e domenica è tornato da mezzo secondo a un secondo, quindi non lo so. Mi piacerebbe dare una risposta a essere onesto. Abbiamo gli ingegneri più brillanti del settore che lavorano giorno e notte per cercare di capirlo, e non abbiamo ancora una risposta chiara sul perché. Quindi, dobbiamo continuare ad analizzare il tutto e penso che questo fine settimana potrebbe rivelarsi uno dei fine settimana più importanti“.

Il quinto e il sesto posto di Miami riflettono il livello di Mercedes

Russell ha riconosciuto che per il momento il quinto e il sesto posto sono un ottimo risultato per la Mercedes: “Penso che il quinto e il sesto posto sia dove meritiamo di essere. Ovviamente abbiamo fatto meno bene in altri circuiti, specialmente il sabato, il che rende difficile la nostra domenica. Sicuramente, anche questo fine settimana abbiamo mostrato la maggior parte delle promesse, ma siamo ancora molto lontani. Voglio dire… c’è una macchina veloce lì. Dobbiamo solo guardare i dati di venerdì e confrontarli con i dati di oggi e sabato e guardare le differenze. Ma è strano, questo sport a volte è divertente e queste nuove auto sono sicuramente impegnative”, ha poi concluso il pilota inglese.

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, ho una Laurea Triennale in Lingue Straniere e una Laurea Magistrale in Linguistica, entrambe conseguite nella Capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, spazio, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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