DichiarazioniFormula 1

Ricciardo e il peso della fama

L’australiano ha parlato del bombardamento mediatico che lo perseguita durante la gara inaugurale di Melbourne

Gareggiare (e vivere) in Australia non è facile quando ti chiami Daniel Ricciardo…

Dal 2014, Ricciardo è l’unico australiano sulla griglia di partenza. Naturale, dunque, che durante il weekend del Gran Premio inaugurale del campionato, che si tiene dal 1996 (con le uniche eccezioni del 2006 e del 2010) a Melbourne, sia lui l’osservato speciale. Per i fans australiani, l’occasione di vivere un weekend a stretto contatto con la Formula 1 è soltanto una, perché il Circus sbarca in Oceania unicamente per la prima gara dell’anno. Dal 2018, inoltre, in contemporanea col Gran Premio d’Australia, l’Albert Park ospita anche un round valido per il campionato del Virgin Australia Supercars (ex V8 Supercars), la popolare serie a ruote coperte downunder. Per capire il valore, è come se in America andassero in scena sullo stesso tracciato e nello stesso weekend sia la Formula 1 che la IndyCar…

Per questo, Melbourne rappresenta uno dei weekend più intensi dell’anno. Ma da tempo la gara australiana riserva poche soddisfazioni al beniamino locale Ricciardo, che qui salì sul podio solo nel 2014 prima di subire la squalifica per un’irregolarità sui consumi. Quest’anno, il Gran Premio d’Australia è coinciso col debutto di Daniel al volante della Renault, ed è stata una gara  totalmente da dimenticare. Al 12esimo posto delle qualifiche, è seguito infatti il prematuro ritiro dell’idolo locale.

AUSTRALIA AMARA

“Mi sono sentito frustrato e arrabbiato quest’anno dopo la gara di Melbourne – ha confessato Ricciardo a Beyond the GridHo avuto la sensazione di dover sempre accondiscendere a tutti, perché dovevo far felice chiunque. La gara fu una m***a e, cosa ancor peggiore, anche alla fine del weekend c’era qualcuno che mi cercava chiedendomi ‘Perché non hai parlato con noi?'”.

“Era come se non comprendessero i miei impegni e pretendessero che fossi sempre disponibile. Ma, da sportivo, ho anch’io i miei alti e bassi e necessito ogni tanto della mia privacy” ha rimarcato il pilota Renault. “Non funziona così solo in Australia, ma un po’ dappertutto. Il problema è che perdi di vista le tue priorità. I media dovrebbero capire che per me era molto meglio concedere meno interviste e fare una buona gara, piuttosto che concedere mille interviste e fare una gara da dimenticare.

Per la prossima edizione, Ricciardo ha rivelato di avere in serbo un nuovo approccio: “Mi prenderò più tempo per me stesso. Negli ultimi anni non mi sono mai goduto Melbourne, che resta un gran bel posto: adesso è arrivata l’ora di farlo. Sarò meno disponibile coi media e mi concederò più privacy”.

IL PESO DELLA FAMA

L’australiano ha anche parlato del tempo che trascorre a Perth, la sua città natale, che negli ultimi anni è arrivata a superare il milione di abitanti. Anche lì è difficile trovare la privacy: “Perth è cresciuta parecchio, ma c’è sempre una mentalità un po’ provinciale. Non è facile essere famosi in una città così, perché vengono tutti in cerca di te, non essendoci tante persone illustri che vengono da queste parti. Anche solo uscire con gli amici è diventato problematico, perché ti riconoscono tutti facilmente” ha concluso Ricciardo.

 

 

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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