Analisi della redazioneFormula 1

Renault, da dove ripartire?

Dopo un 2019 piuttosto deludente, al team di Enstone, ora serve la svolta

Quella che dovrebbe inizare a giugno sarà la quinta stagione degli anglo-francesi dal loro ritorno come team ufficiale. Tanti enigmi aleggiano sulla squadra, ma ora non si può più sbagliare

Una formidabile coppia di piloti, un consigliere come Alain Prost, un direttore tecnico con più di dieci anni di esperienza in Formula 1 e un misero quinto posto nella classifica costruttori. E’ da qui che riparte la Renault. E’ da un campionato complicato e pieno di difficoltà che la Renault deve provare a rialzarsi.

Da quando la squadra di Enstone è tornata nel circus come team ufficiale, le prestazioni sono andate migliorando anno per anno. Dopo un 2016 più che deludente, con soli tre piazzamenti in zona punti, nel 2017 c’è stato un considerevole balzo in avanti, poi replicato nel 2018. Con queste premesse era lecito aspettarsi un 2019 nettamente diverso, con una macchina finalmente in grado di lottare con i grandi o quantomeno di conquistare qualche podio. Ed invece la R.S.19 è stata una macchina dal telaio discreto si, ma dall’aerodinamica piuttosto scarsa. Una piccola Ferrari, per capirci.

Una situazione che ha preso in contropiede anche Daniel Ricciardo che aveva scelto la Renault, rifiutando l’offerta della McLaren, proprio in virtù dei loro costanti miglioramenti. E invece, il 2019, è stato l’anno del dietrofront. Un calo di prestazione difficile da comprendere, specie se si considera che rispetto al 2018 i regolamenti sono rimasti uguali, salvo qualche restrinzione sulle ali anteriori.

Dunque come si spiega il calo di rendimento? Colpa del motore? Non si direbbe, visto che la McLaren a parità di power unit si è piazzata davanti. Problemi di gestione? Potrebbe essere, eppure ai piani alti del team ci sono le stesse persone da due anni a questa parte. Un’altra ipotesi pronunciata da qualche malizioso sostiene che in Renault, pur di pagare lo stipendio di Ricciardo, abbiano dovuto rinunciare ad una parte del budget dedicata allo sviluppo dell’auto dannengiandone la crescita. Per carità, sono solo supposizioni, ma in effetti, il team anglo-francese è passato da un pilota come Sainz, che percepiva meno di 3 milioni l’anno, ad uno come Daniel, che costa dieci volte tanto. Lo stesso Chris Horner, appena appresa la notizia del trasferimento del suo pilota, aveva ironizzato, “Chissà se avranno i soldi per permettersi un pilota cosi!”. Beh forse non aveva tutti i torti…

Ad ogni modo non sta a noi cercare i colpevoli della debacle, ma la situazione in Renault va risolta. Anche perchè ora che anche McLaren, come in passato Red Bull e Alpha Tauri, cambierà fornitore, rimarrano isolati. E quel giorno la domanda che si porranno negli uffici di Enstone sarà: la spesa vale ancora la resa?

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Gabriele Gramigna

Mi chiamo Gabriele, sono un ragazzo molisano e studio chimica all'università di Padova. Dal 2018 scrivo per F1World, cercando di trasmettere la mia passione per la Formula 1 in tutti i miei articoli.

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