Analisi della redazioneFormula 1Tecnica F1

Regolamento 2022 rinviato? Chi ne subirà i danni?

Secondo un’indiscrezione esposta dalla Gazzetta dello Sport le nuove regole non entreranno in vigore il prossimo anno come previsto

Il regolamento previsto per il 2021 e poi spostato al 2022 punta a stravolgere completamente, sin dalla fase concettuale, la progettazione delle vetture

L’indiscrezione esposta dalla Gazzetta dello Sport per cui questa rivoluzione tecnica potrebbe essere ancora rimandata in avanti, al 2023, getta una pesante incognita sul lavoro degli studi tecnici delle scuderie. Rischiando inoltre di impattare pesantemente sulla scala di valori tra le varie squadre. Prima di valutare quest’impatto, vediamo quali sono le peculiarità del “nuovo” regolamento che dovrebbe entrare in vigore dal 2022. Non vi è soltanto il costante inseguimento dei due obiettivi cardine della Federazione e di Liberty Media, quindi diminuzione dei costi e incremento delle possibilità di sorpasso tra i piloti.

Nicholas Tombazis, ex aerodinamico della Ferrari ai tempi di Alonso, ha concepito una serie di direttive decisamente stringenti. Tali direttive trasformeranno completamente l’aspetto delle monoposto. Il corpo principale delle modifiche, e anche quello che comporterà gli interventi più facili da vedere dall’esterno, riguarda ovviamente l’aerodinamica. Per permettere ai piloti di seguire più da vicino gli avversari, e quindi tentare dei sorpassi a prescindere dal contributo del DRS, si obbligheranno i tecnici a ricercare carico aerodinamico. Ciò non tramite lo sfruttamento dell’enorme alettone anteriore di adesso e dei vortici da esso generati e poi indirizzati tramite le paratie presenti sotto il muso e di fronte alle pance.

Quindi non sarà più utilizzabile il vortice Y250 prodotto sotto il fondo dalla parte centrale dell’ala. Né l’effetto
outwash e tutti gli altri “espedienti” che sporcano pesantemente il flusso d’aria in uscita dalla vetture penalizzando l’inseguitore. Bensì si deve utilizzare in maniera più efficiente l’effetto suolo. Si ritorna quindi ad
avere un fondo vettura profilato “ad ala rovesciata” ed alettoni più piccoli e meno efficienti. Ciò con lo scopo di
ridurre al 10% circa (non di più) la perdita di carico per chi segue un avversario a poche decine di metri. Gli altri interventi sul regolamento riguardano invece la possibilità di sviluppare le vetture da una stagione all’altra.

CON IL CONGELAMENTO REGOLAMENTARE NON SI POSSONO SFRUTTARE NUOVE IDEE

Già adesso, con l’introduzione dei “gettoni” e le limitazioni all’uso di galleria del vento e codici di calcolo, non è possibile apportare modifiche liberamente. Con le nuove regole alcune parti meccaniche saranno addirittura standardizzate. Un componente fondamentale come il cambio, che influisce notevolmente sia sulla rigidezza strutturale del corpo vettura sia sugli attacchi delle sospensioni posteriori, non potrà essere modificato per cinque anni. Uno stravolgimento simile avrebbe costretto i tecnici a ripartire nuovamente dal foglio bianco, ma anche aperto strade nuove di sviluppo delle vetture. Ciò con conseguente possibilità per chi deve inseguire (dal punto di vista della competitività) di compiere significativi passi avanti.

Quindi colmare gap anche piuttosto pesanti nei confronti della concorrenza. Se invece, anche nel 2022, si dovesse correre col regolamento attuale è evidente che i valori in campo rimarrebbero più o meno invariati. Ciò visto che ormai non c’è più molto spazio di manovra residuo, e il rischio è quello di vedere ancora una volta prevalere sempre la stessa squadra. Da qui le voci insistenti su un forte fastidio da parte ferrarista per questo congelamento regolamentare, che di fatto costringerebbe a inseguire la Mercedes sullo stesso terreno percorso finora, senza possibilità di sfruttare idee completamente nuove.

David Bianucci

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Redazione

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