2019Formula 1

Red Bull fiduciosa sul progetto 2020

Secondo il team principal della compagine anglo austriaca, le performance dimostrate dalla RB15 nelle recenti corse, a dispetto dei risultati, promettono bene nell’avvicinamento al prossimo anno

L’esito dei GP di Messico e USA rappresenta due grandi opportunità mancate, secondo i vertici di Milton Keynes

La seconda metà del 2019 non sta regalando particolari soddisfazioni a Max Verstappen, che dal Belgio ha racimolato 54 lunghezze contro le 68 del sorprendente Alex Albon. Eppure, anche se i risultati parlano solo di due miseri terzi posti come migliori acuti della seconda metà stagionale, i vertici di Milton Keynes guardano con fiducia ai progressi della RB15, che fungeranno da base per lo sviluppo della prossima vettura. In Messico, Verstappen era riuscito a centrare la pole position, che avrebbe dato tutta un’altra forma alla gara della domenica, se solo avesse rispettato le bandiere gialle esposte per il crash di Bottas. Lo stesso finlandese è stato poi il problema di Max durante la corsa, visto che l’alettone della W10 aveva finito per afflosciare la gomma dell’olandese. Anche Austin suona come un’opportunità sprecata, visto che Verstappen aveva il secondo posto comodamente alla portata quando sono state sventolate le bandiere gialle (sempre loro) per l’uscita della Haas di Kevin Magnussen.

HORNER POSITIVO

Non sono risultati che fanno gridare al miracolo quelli della Red Bull, considerando anche che le due vittorie sono arrivate in estate e non a fine stagione, eppure il board del team è fiducioso. In particolare, il mantenimento del regolamento tecnico attuale anche nel 2020 potrebbe giovare allo sviluppo della vettura. Ne è convinto Christian Horner: “Tutto ciò che abbiamo appreso quest’anno lo convoglieremo sulla RB16. Le nostre recenti prestazioni sono state di livello: in Messico avevamo una grossa opportunità, ma a compromettere la corsa è stato l’incidente del primo giro. La macchina si è comportata bene anche a Austin, nonostante il forte vento, e questo evidenzia i nostri progressi”.

“Lo stesso vento di Austin ci avrebbe messi in difficoltà a inizio anno. L’importante è che siamo stati competitivi per tutto il weekend, e in ogni aspetto, qualifica compresa. Dirò di più: se Max non avesse bloccato l’anteriore in ingresso di curva 1, durante il giro secco, la pole sarebbe stata alla portata – ha continuato Horner – Ma alla fine abbiamo portato a casa un buon terzo posto e anche Alex, con la sua performance, ha evidenziato la bontà della nostra vettura”.

ALBON SULLA BUONA STRADA

Riguardo ad Albon, l’anglo thailandese sembra sempre più vicino alla riconferma. Marko e Horner l’hanno bacchettato a più riprese per i troppi incidenti, che spesso costringono il rookie con passaporto britannico a veementi rimonte dai bassifondi. Ma va anche detto che Albon sta dimostrando solidità e costanza di rendimento e, pur avendo disputato meno GP sulla Red Bull rispetto al predecessore Gasly, in campionato vanta già 84 lunghezze contro le 77 del francese, relegato alla Toro Rosso dopo l’Ungheria. Tutti gli indizi sembrano dunque portare verso Albon quale pilota titolare in Red Bull anche per il 2020.

Sembrerebbe tramontata invece l’ipotesi Hulkenberg, che è rimasto senza sedile in Formula 1 dopo l’arrivo di Ocon in Renault e il rinnovo di Giovinazzi in Alfa Romeo. Il tedesco probabilmente dovrà virare i suoi piani verso l‘Indycar: a Austin si vociferava di un suo approdo nel team di Ed Carpenter, ma solo per le gare sui circuiti stradali e non sugli ovali, reputati dal tedesco troppo pericolosi.

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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