DichiarazioniFormula 1

Penalità Alonso: perché Aston Martin non ha contestato?

Il team britannico ha deciso di non presentare alcun reclamo, a seguito della sanzione imposta al pilota asturiano durante il GP d’Australia

20 secondi di penalità inflitti a Fernando Alonso, pilota Aston Martin, durante il GP d’Australia. Il team ha però deciso di rispettare la decisione della FIA, senza presentare ricorso

Weekend amaro per il pilota spagnolo, retrocesso in ottava posizione per “guida pericolosa” ai danni di George Russell, costatagli 20 secondi e 3 punti sulla patente. Aston Martin ha però deciso di non presentare ricorso accettando la penalità, mostrando tuttavia supporto ad Alonso. Perché questa scelta? Apparentemente al centro ci sarebbe la mancanza di prove rilevanti, necessarie per la richiesta di rivalutazione della decisione.

Il team ha motivato la sua decisione prendendo le difese dell’asturiano e definendolo il pilota più esperto della Formula 1. Tuttavia senza le necessarie prove non è possibile richiedere il diritto di revisione della decisione. Situazione già accaduta in precedenza alla Ferrari, a cui venne respinto un reclamo che costò a Sainz la zona punti all’Albert Park. Analogamente la Haas, durante il GP degli Stati Uniti, fece notare alla FIA la mancata penalizzazione di alcune vetture per track limits. Ancora una volta la Federazione si mostrò impassibile: assenza di prove significative.

E se Aston Martin avesse presentato ricorso?

Anche se il team britannico avesse fatto reclamo, avrebbe dovuto fare i conti con le rigidissime misure di verifica della FIA. Il materiale che hanno nelle loro mani non sarebbe di fatto sufficiente a soddisfare le richieste della Federazione, che avrebbe riconfermato la decisione. In più gli steward hanno avuto accesso a telecamere e telemetrie, e hanno parlato con i piloti al termine della gara, deliberando la sanzione.

Joaquìn Verdegay, vicepresidente della Real Federazione Automobile Spagnola ha inoltre riconosciuto come, pur presentando prove a favore, Aston Martin avrebbe avuto difficoltà a “vincere” la questione. “Siccome ci sono tanti elementi soggettivi, è la vostra opinione contro quella dei commissari. Se i commissari hanno fornito una loro opinione è tremendamente difficile cambiarla, ha affermato.

Un ultimo punto da tenere in considerazione è sicuramente il costo della revisione, che andrebbe a influire sul budget cap. La FIA chiede infatti 2000 euro per la richiesta di revisione, 6000 per il ricorso e altri 2000 per il reclamo. Tutti questi soldi ritornerebbero alla squadra qualora decidessero di revocare la sanzione. Se così non fosse però, la squadra perderebbe il denaro, cosa che influirebbe pesantemente sulle limitazioni del budget imposte dalla stessa Federazione.

Lavinia Masciocchi

Redazione

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