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Motori 2026, cosa aspettarci dal futuro

Questa settimana la Federazione stilerà tramite votazioni il regolamento tecnico dei propulsori per la prossima generazione di monoposto della Massima Serie

Manca ormai poco alla decisione finale da parte della FIA per i motori del 2026, con Porsche ed Audi in prima fila ad attendere il responso

Nonostante la FIA stia ancora cercando si trovare il bandolo della matassa per arginare il problema porpoising in vista del 2023, il tanto vociferato 2026 appare sempre più incombente. Se, dopo gli ultimi rumours, sembra ormai siglata la partnership Porsche-Red Bull, poco si sa sugli effettivi aspetti tecnici delle monoposto della prossima generazione. Ecco allora che martedì 16 agosto verranno effettuate le votazioni per definire gli aspetti tecnici dei motori della Massima Serie targata 2026. Votazioni i cui risultati andranno a definire quasi sicuramente l’effettiva entrata o la smentita di interessa da parte dei colossi del gruppo Wolksvagen.

Per quanto tutto sia stato ammantato in una coltre di mistero, come riporta il sito spagnolo soymotor.com è già possibile provare a stabilire un identikit approssimativo delle prossime Power Units della Formula 1. Il motore termico resterà con tutta probabilità il tanto discusso V6 turbo da 1.6 litri. Anche la potenza dovrebbe rimanere invariata, restando a 1000 CV. Andranno però decise le restrizioni (o le possibili aperture) alle quali dovrà sottostare tale componente: flusso di carburante, numero a disposizione dei team, cubatura e così via. Anche lo stesso combustibile sarà sottoposto a votazione, con l’ecosostenibilità come primo obbiettivo.

Una prima novità si avrà con l’eliminazione dell’MGU-H. L’unità di recupero dal calore (consigliamo la lettura di questo articolo per saperne di più) è stata infatti bollata come costosa e complicata. Nonostante l’accrescimento della risposta in accelerazione del turbocompressore, questo elemento verrà rimosso, condizione che vedrà invece un accrescimento di importanza per l’MGU-K. Questa unità di recupero, specializzata nel recupero di energia dalla frenata, vedrà un aumento di quasi il 200%, passando da 120 kW a 350 kW. Potrebbe inoltre essere introdotto un sistema molto simile al KERS, di “V8-iana” memoria.

RIMESCOLIAMO LE CARTE

Se, come già detto, la potenza del motore resterà pressoché inalterata, quello che molto probabilmente cambierà saranno invece le percentuali di come questa potenza viene erogata. Attualmente il 70% circa della potenza è erogata dal motore termico, per circa 750 CV. Molto probabilmente questa percentuale andrà ad abbassarsi nel prossimo futuro, con qualcuno che sostiene un rapporto di 50/50 tra motore termico ed elettrico. Inoltre, la nuova composizione della miscela dei combustibili dovrà quasi sicuramente richiamare alle tavole di progettazione gli ingegneri delle squadre attualmente impiegate nella Massima Serie.

La lista delle nuove limitazioni però non riguarderà però solo il comparto motori del 2026. Rientrano infatti nella voce Power Units anche le unità di stoccaggio dell’energia, le batterie. Su queste si sa veramente poco: capacità massima, restrizioni sul peso e sulle dimensioni, modalità di erogazione, sono tutte domande che troveranno una risposta martedì prossimo. Come è lecito aspettarsi, le prime interessate a conoscere tutte queste informazioni sono Audi e Porsche, le prossime case costruttrici che guardano alla Formula 1.

Matteo Tambone

Mi chiamo Matteo, studente magistrale di Fisica presso l'Università Federico II di Napoli. Velista e windsurfer, mi piace considerarmi uno sportivo a tempo pieno. Appassionato di Motorsport in tutte le sue forme, seguo la Formula 1 da sempre ed è uno dei miei argomenti di discussione preferiti.

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