DichiarazioniFormula 1

Montezemolo, Schumacher e quel consiglio inascoltato

Nel 2009, il 7 volte iridato aveva proposto Vettel come pilota titolare l’anno seguente, ma il board di Maranello preferì Alonso

Il tedesco, all’epoca alla Red Bull, fu ritenuto ancora troppo immaturo dalla Ferrari

Correva l’anno 2009, Sebastian Vettel si stava affermando come top driver artigliando il secondo posto assoluto nella classifica mondiale, mentre Fernando Alonso vivacchiava a centro schieramento complice una Renault R29 che sembrava una IndyCar mal riuscita. La Ferrari, invece, affrontava quella che si rivelò, assieme al 2005, come la stagione più problematica degli anni Duemila, assillata da una F60 in perenne crisi di performance, cui fece da corollario il grave ferimento di Felipe Massa nelle qualifiche del GP d’Ungheria, che lasciò il brasiliano fuorigioco per tutto il resto del campionato, costringendo la Ferrari, di fatto, a correre con un unico pilota. 

E quel pilota era Kimi Raikkonen, che in Belgio siglò l’unica affermazione della storia della sciagurata Ferrari F60 salvo ritrovarsi a piedi per il 2010. A Maranello erano infatti in cerca del sostituto per il finlandese, che ben presto assunse l’identikit di Alonso. Ma tra le fila del Cavallino non tutti erano d’accordo su quella scelta. In particolare, nientemeno che Sua Maestà Michael Schumacher aveva delle riserve sulla posizione assunta dal board di Maranello, dato che agli occhi del tedesco la scelta doveva essere orientata sull’allora giovanissimo Vettel, che al volante della Red Bull si stava lanciando come uno dei prospetti più interessanti del Circus.

QUEL CONSIGLIO INASCOLTATO

Lo ha ammesso recentemente l’ex presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, che ha rievocato quell’estate 2009 che portò all’ingaggio di Alonso alla corte di Maranello: Michael aveva provato a convincerci in tutti i modi a puntare su Vettel, ancor prima che Sebastian effettuasse il passaggio dalla Toro Rosso alla Red Bull. Ma ormai eravamo orientati su Alonso, anche perché Vettel ci sembrava ancora un po’ immaturo”.

Parlai anche con Lauda riguardo a Hamilton qualche anno dopo, quando era in corso la trattativa per portare Lewis dalla McLaren alla Mercedes. Ma in realtà non furono mai avviate vere negoziazioni e non ci fu un dialogo vero e proprio con Hamilton”. Nessun rimpianto, alla fine, sulla scelta di prendere Alonso: “Certo, il carattere non era facile, ma Fernando ha conquistato alcune vittorie davvero grandiose con noi. E ha sfiorato due volte il titolo mondiale, arrivando all’ultima gara con delle chance di vincerlo”.

Montezemolo ha concluso parlando dell’attuale formazione della Rossa: “Vettel sente molto la pressione e ha commesso troppi errori. Ma va anche detto che spesso ha sbagliato perché ha dovuto osare. Leclerc è molto forte, lo avevamo apprezzato già durante la sua prima stagione in Alfa Romeo. Sbagliava poco ed era concreto. A questo punto, il problema che si prospetta è legato alla convivenza tra i due, e se ne dovrà occupare Binotto. Bisogna che i piloti capiscano che non corrono per loro stessi, ma per la Ferrari” ha puntualizzato l’ex presidente del Cavallino. 

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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