DichiarazioniFormula 1

Momento nero per Williams, cosa sta accadendo?

La scuderia britannica non sta attraversando sicuramente un buon momento, ma c’è altro sotto oltre al mancato telaio di riserva?

La Williams non sta certamente vivendo uno dei suoi periodi migliori. Dopo il mancato telaio per Sargeant si teme che ci sia altro sotto, in un primo grande test per James Vowles

Quando ha preso in mano le redini della Williams, assediata e con problemi di liquidità, ma con un forte investimento nel gennaio del 2023, Vowles aveva detto chiaramente che la Williams, che nei cinque anni precedenti al suo arrivo non era mai arrivata oltre la quinta posizione nel campionato costruttori, aveva sistemi antiquati, nel migliore dei casi. E’ iniziata così la battaglia del Team Principal per riportare in alto l’onore della scuderia. Ma qualcosa non sta andando: oltre al mancato telaio, si teme che le difficoltà di Williams partano da ben più lontano.

La lunga battaglia di Vowles per rialzare Williams

La P7 del suo primo anno di presidenza è stato considerata, dall’esterno, un momento di alleluia. Ma il risultato ha smentito le capacità della Williams, o almeno la sua infrastruttura in un’epoca di CFD, simulatori e persino AI. In ginocchio, mentre implorava i rivali di concedere a Williams un po’ di margine nella spesa per gli investimenti del cost cap, Vowles ha parlato di attrezzature non aggiornate da 20 anni e di sistemi che prevedevano l’uso di documenti cartacei anziché l’e-filing.

In un primo momento erano le infrastrutture inadeguate e la mancanza di fondi, ma ora Vowles se ne esce affermando che la Williams non ha un telaio di riserva. Come è possibile? La vendita della Williams alla Dorilton Capital nel 2020 avrebbe dovuto risolvere i problemi della squadra, perché i soldi risolvono tutti i problemi. Ma non è così. Non se non si riesce a spenderli in un ambiente con un tetto di spesa. Williams aveva bisogno della persona giusta al comando e quindi contatta quello che allora era il direttore delle strategie in Mercedes.

La cosa forse più indicativa della disperazione, del deficit, della delusione e della gravità dell’incarico è che la Mercedes non ha chiesto nemmeno un periodo di gardening di 12 mesi, ma ha detto ceduto Vowles augurandogli buona fortuna. Tanta, tanta, tanta fortuna. Il primo anno di gestione ha ottenuto la P7 senza problemi evidenti, a parte il suo pilota numero due e i suoi incidenti, e il mondo della Formula 1 ha applaudito Vowles mentre la squadra registrava la sua migliore posizione in campionato dalla P5 del 2017. Chiaramente, i soldi di Vowles e Dorilton stavano dando i loro frutti, almeno per il momento.

2024, un inizio di stagione da dimenticare

E poi è arrivato il 2024. Alla vigilia dei test pre-stagionali prima ancora che neonata FW46 facesse un solo giro di prova, Vowles disse che la Williams sarebbe arrivata “in ritardo” alla festa in pista. Ma si trattava, ha lasciato intendere, di una decisione ben ponderata e consapevole. E ha aggiunto: “Semplicemente non si può fare tutto allo stesso tempo, non si può cambiare ciò che si sta facendo e rompere i cicli tecnologici, e mettersi in una situazione di prestazioni molto migliori, senza correre un’enorme quantità di rischi. E lo abbiamo fatto, ma non c’è dubbio che la macchina che abbiamo ora, e che vedrete in Bahrain, è in ritardo”. 

Dopo aver superato le prime due gare della stagione con poco più, usato in senso lato, di un incidente di Logan Sargeant in Arabia Saudita, la Williams si trovava al settimo posto nel campionato costruttori, ma stava bussando alla porta dei punti con il P11 di Alex Albon in Bahrain.

Il caso del telaio e l’inizio delle polemiche

Albon si è schiantato nelle FP1 del Gran Premio d’Australia ed ecco che è emerso che la Williams non aveva un telaio di riserva. Non la migliore delle figure sicuramente. Vowles è caduto sulla sua spada cantando mea culpa, soprattutto quando Ted Kravitz gli ha chiesto se avesse “danneggiato” la fiducia di Sargeant. Il Team Principal ha replicato: “Devo prendere decisioni difficili e la mia è per il benessere di questa scuderia nel suo complesso. E cioè che farò tutto il necessario per portare a casa punti“.

Ma a due settimane da Melbourne, e ancora senza punti, il “benessere di questa scuderia” si sta ancora riprendendo dal colpo delle FP1 in Australia, con la Williams che è stata oggetto di molti meme quando Albon è caduto nel giro iniziale del GP del Giappone. Senza alcuna colpa e in un incidente di gara, Albon si è schiantato alla curva 2 del Gran Premio del Giappone in seguito a un contatto con un altro pilota mentre si contendevano la posizione in pista. Il pilota è finito contro il muro di gomme, sono arrivate le bandiere rosse e i meme.

Il colpevole di tutto ciò è James Vowles

Tra questi figura ad esempio: “Williams che controlla il regolamento se può mettere Albon nell’auto di Sargeant che in realtà è la vettura di Albon“. L’ironia della sorte è che se nessuno si fosse schiantato, e si fosse schiantato così forte da rompere il telaio, nessuno l’avrebbe saputo, tanto meno avrebbe scherzato o criticato. Tuttavia, la successiva conferma da parte della Williams che i tre grossi incidenti in tre settimane hanno messo in crisi i loro piani di aggiornamento non dovrebbe essere un’accusa alla leadership di Vowles.

Non è colpa sua se i suoi piloti si schiantano, non è colpa sua se il Circus ha un tetto massimo di costi e non è colpa sua se il budget della Williams si colloca al di sotto di tale tetto. Non è nemmeno colpa sua se deve cercare di rimediare a 20 anni di stagnazione per trovare soluzioni più brevi, più nitide e più efficaci dal punto di vista dei costi ai problemi infrastrutturali della Williams.

Margherita Ascè

Mi chiamo Margherita, ho 20 anni e studio Comunicazione, Innovazione e Multimedialità all’Università di Pavia. Sono da sempre una grande appassionata di sport con un debole per i motori. Sogno di diventare pit lane reporter della Formula 1 per raccontare e vivere in prima persona le emozioni che solo questo sport sa regalare.

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