Analisi della redazioneFormula 1

Max Verstappen: da ragazzino irriverente a Campione del Mondo

L’olandese è un campione, nato con le stimmate del predestinato: dalle prime gare al titolo iridato il passo è stato breve, anzi brevissimo

Chi è questo Max Verstappen? L’usurpatore per alcuni, il liberatore per altri, dal dominio assoluto della Mercedes e di Lewis Hamilton. 

Un ragazzino pestifero, irriverente in pista e fuori, sicuro di sé fino all’egomania. Un talento cristallino, maturo e dal carattere forte, capace di caricarsi sulle spalle un squadra in difficoltà e riportarla alla vittoria.
Sono tante le definizioni che si possono dare del neo campione del mondo di Formula 1. Quel Max Verstappen che dopo il 44 scelto per tanto tempo da Hamilton riporterà, il prossimo anno, su una vettura, il numero 1 che spetta al vincitore dell’anno prima. Verstappen è sicuramente un campione, nato con le stimmate del predestinato, figlio di un pilota di Formula 1 mediocre e di una kartista belga (la signora Sophie Kumpen a sua volte parte di una dinastia di piloti professionisti).

LA CARRIERA: IL KART E LE SERIE MINORI

Ripercorriamo i passi di Verstappen dalle prime gare fino al titolo di campione. È un cammino incredibilmente breve, spianato dalla sua bravura e dalle conoscenze giuste. E soprattutto dalla fiducia di chi in un adolescente ha visto, qualche anno fa, un futuro campione del mondo.
Ma non saltiamo subito alle conclusioni. Il piccolo Max finisce (per forza) su un kart sin dall’età delle prima classi elementari. Vive in Belgio e già quando ha otto anni non c’è altro bambino in grado di stargli davanti. Poche stagioni e dopo aver sbaragliato con i kart vincendo europeo e mondiale, Max fa il suo debutto con le monoposto nel 2014. Terzo nel Florida Winter Series (organizzato dalla Ferrari Academy, ahi ahi), poi terzo anche nell’europeo di Formula 3.

È nell’autunno del 2014 che la carriera di Verstappen subisce la svolta decisiva. In un test di Formula Renault il diciassettenne olandese ruba l’occhio di Helmut Marko che lo inserisce subito nel Red Bull Junior team. È l’inizio di un rapporto, quello con l’ex pilota austriaco, che gli aprirà in pochi mesi le porte del massimo palcoscenico del Motorsport.

IN FORMULA 1 A 17 ANNI: I RECORD DI PRECOCITÀ DI VERSTAPPEN

Sì, perché Marko è talmente infatuato dalla bravura del giovane Max, nonché dalla sua maturità, che già nelle libere del Gran Premio del Giappone lo mette sulla Toro Rosso di Jean Eric Vergne. Debutta su una Formula 1 a 17 anni e 3 giorni. In tanti si chiedono se abbia senso affidare una macchina da ottocento cavalli ad un ragazzo che non ha nemmeno l’età per la patente.
A spengere le discussioni ci pensa lui. Nelle prove libere del Gran Premio del Brasile, ancora al posto di Vergne, si piazza sesto. Davanti a Raikkonen, davanti ai due titolari della Red Bull Vettel e Ricciardo, davanti ad un sacco di gente con centinaia di partenze in carriera.

TITOLARE NEL 2015: CON LA TORO ROSSO DIVENTA IL PIÙ GIOVANE PILOTA DI OGNI TEMPO

Marko e Horner sono convinti. Inutile far passare Verstappen attraverso la solita trafila dell’Academy. È pronto per la Formula 1. Nel 2015 sarà lui il pilota titolare della Toro Rosso al fianco di Carlos Sainz Jr. E Verstappen non perde tempo. Al secondo Gran Premio è già a punti (settimo a Sepang) e per tutto l’anno veleggia con grande costanza poco dietro le vetture più competitive, conquistando due quarti posti come migliori risultati.
Chiude l’annata con 49 punti (solo 18 quelli del compagno di team), e si assicura la conferma per il 2016, una possibilità per niente scontata vista la disinvoltura con cui in Red Bull i giovani dell’Academy vengono promossi o bocciati. Ne sanno qualcosa Vergne, Alguersari, Buemi e altri.

IL PASSAGGIO ALLA RED BULL E L’ESORDIO FOLGORANTE

Verstappen inizia il 2016 col proposito di acquisire esperienza, sempre in Toro Rosso. Ma in primavera succede l’impensabile. Delusi da Kvyat, Horner e Marko decidono che non è mai troppo presto. In Spagna il russo e Verstappen si presentano a monoposto invertite! Daniil dovrà accontentarsi della Toro Rosso e Max sale sulla stessa vettura di Ricciardo. Basta per riempire le prime pagine del venerdì.

Per quelle del lunedì successivo, ci pensa proprio Verstappen: dopo il contatto Rosberg-Hamilton che mette fuori gioco le imprendibili Mercedes a giocarsi la vittoria rimangono le Ferrari e le Red Bull.
E tra i quattro litiganti è proprio il più giovane a prevalere, al termine di una gara condotta con grande capacità strategiche. L’olandese è il vincitore più giovane della storia (18 anni e 7 mesi), più vari altri record. In Red Bull sono estasiati.

GLI ANNI DEGLI SCONTRI E DELLA MATURAZIONE

Marko non ha occhi che per lui. E oltre alla scontata conferma in Red Bull gli offre anche tutta la protezione di cui è capace. Perché a Max non manca certo l’aggressività, e più di una volta tocca al management della scuderia austriaca andare a negare anche l’evidenza pur di giustificare il comportamento del loro giovane asso.
I quattro anni tra il 2017 e il 2020 sono simili tra loro. La Red Bull non ha la vettura per vincere il mondiale. Verstappen però corre al massimo, sempre, chiunque abbia vicino. Se gli altri piloti si lamentano della sua aggressività lui risponde in pista con manovre ancora più al limite. La federazione è addirittura costretta a proibire lo spostamento all’ultimo momento per difendersi da un sorpasso, il famoso “Verstappen move“.

Baku 2018 (incidente col compagno Ricciardo) e Interlagos 2018 (toccata con Ocon doppiato) sono i punti più bassi della carriera di Verstappen. E fanno pensare a molti che Max “non imparerà mai. Solo che in quegli anni ci sono anche dieci vittorie conquistate qua e là con gare impressionanti, condotte a ritmi insostenibili con una vettura che raramente è la migliore.

VERSTAPPEN È CAMPIONE DEL MONDO AL PRIMO COLPO

Il resto è storia recentissima. Finalmente alla guida di una macchina vincente Verstappen riporta nel 2021 il titolo di campione del mondo piloti a Milton Keynes. È una scommessa vinta per Horner, per Marko, per la Honda, convinta a rimanere nel Circus proprio grazie al fatto che comunque in squadra il pilota per vincere ce l’avevano. Di seguito i record del neo campione del mondo:

Pilota più giovane al via di un Gran Premio 17 anni, 166 giorni (Gran Premio d’Australia 2015)
Pilota più giovane a punti 17 anni, 180 giorni (Gran Premio della Malesia 2015)
Vincitore più giovane 18 anni, 228 giorni (Gran Premio di Spagna 2016)
Più giovane a podio 18 anni, 228 giorni (Gran Premio di Spagna 2016)
Pilota più giovane a condurre un Gran Premio 18 anni, 228 giorni (Gran Premio di Spagna 2016)
Pilota più giovane a segnare un giro veloce 19 anni, 44 giorni (Gran Premio del Brasile 2016)
Pilota più giovane a firmare un Grand Chelem 23 anni e 277 giorni (Gran Premio d’Austria 2021)
Maggior numero di podi in una stagione 18 (2021)

David Bianucci

Mi chiamo David Bianucci, nato a Prato ma trasferito per amore e lavoro sui colli Euganei in provincia di Padova. Sono uno sportivo a livelli di fanatismo, ho praticato la pallanuoto per vent'anni e ora faccio i campionati di nuoto Master. Ma le sensazioni più forti me le ha sempre regalate la Formula 1, sin da quando a nove anni ho visto il Gran Premio di San Marino del 1981. Sono seguite sveglie notturne per vedere i gran premi asiatici, autentiche fortune spese in riviste specializzate, giornate tra le frasche del Mugello per guardare girare di nascosto Michael Schumacher. Essere diventato nel frattempo Ingegnere Meccanico non ha migliorato la cosa... Scrivo perchè non posso fare niente per evitarlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button

Lascia il tuo contributo

Ciao, non vogliamo riempire il tuo monitor di pubblicità, ma questi banner ci aiutano a darvi contenuti di qualità. Se vedi questo messaggio perché hai attivo un sistema di AdBlock che elimina gli annunci pubblicitari.