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Lewis Hamilton: “Per i fan è difficile identificarsi con noi piloti”

Secondo il pilota britannico, la relazione tra appassionati e Formula 1 sembrerebbe meno profonda rispetto a quella che questi possono instaurare con altri sportivi

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Lewis Hamilton, ultimamente, sta dicendo la sua su diverse questioni legate al circus della Formula 1, senza preoccuparsi di esprimere in toto la sua opinione.

Questa volta, il cinque volte Campione del Mondo, ha voluto commentare la relazione tra i fan del circus con il mondo stesso della Formula 1.

Secondo Hamilton, infatti, la natura esclusiva che da sempre caratterizza l’ambiente, rendere difficile agli innumerevoli tifosi identificarsi con uno dei piloti, cosa che invece succede in modo molto più semplice e intuitivo quando si tratta di altri sport.

Questo deriverebbe dal fatto che, secondo il pilota britannico, i fan possono solamente godersi l’azione in pista da un punto di vista esterno, senza avere la possibilità di sperimentare in prima persona il brivido e l’adrenalina del posto di guida.

Ci sono solo 20 di noi in tutto il Mondo e non c’è nessuno, nel pubblico, che possa guidare la macchina come lo facciamo noi. Anche io, quando gioco a basket, mi sento come LeBron per un secondo, o come Steph Curry. A volte gioco a tennis, le metto nell’angolo giusto, faccio un ottimo servizio e mi sento come Federer per un attimo”.

Secondo Hamilton questo rappresenta un punto di debolezza della relazione tra tifosi e Formula 1, dato che nessuno ha la possibilità di salire in macchina, girare su una pista qualsiasi e dire “Okay, mi sono sentito come Lewis”.

Una distanza riconosciuta non solo da Hamilton, ma anche dallo stesso team principal della Mercedes, Toto Wolff.

Recentemente, infatti, Wolff ha dichiarato di percepire una certa distanza tra gli appassionati e le prestazioni di Lewis Hamilton, che non verrebbero riconosciute nel modo giusto.

Secondo Wolff, soprattutto in terra inglese, Hamilton viene spesso affiancato alla sua immagine di personaggio pubblico e social quale è, senza però rendersi conto del mondo di cui fa parte e delle  sue potenzialità come pilota.

Lo stesso Hamilton ha sostenuto le parole del suo team principal, sottolineando come il sostegno del pubblico sia piuttosto un indicatore della sua personalità e non delle sue performance.

Non mi interessa più di tanto e non lo dico in modo negativo, le persone hanno opinioni diverse. Questo non indica se sto facendo un buono o un cattivo lavoro. Quello lo so io personalmente: so come sto performando e so di avere ancora del potenziale. Così come sono a conoscenza del duro lavoro del mio team”.

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Anna Vialetto

Mi chiamo Anna, ho 25 anni, laureata in Comunicazione e laureanda in Web Marketing & Digital Communication. Sogno un futuro nel mondo dell'automotive, a stretto contatto con quella che è in assoluto la mia passione più grande. Sono decisa, determinata, curiosa: amo imparare e sono sempre alla ricerca di nuove sfide. La passione per la Formula 1 è iniziata circa durante gli ultimi anni dell’era Schumacher in Ferrari e, da quel momento, non mi ha più abbandonata. Il rombo dei motori, i sorpassi all’ultimo, la velocità sono tutti elementi che mi tengono incollata allo schermo e mi fanno venire la pelle d’oca.

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