DichiarazioniFormula 1Gran Premio Stiria

Leclerc-Gasly: giusto non sanzionare il monegasco?

Michael Masi ha spiegato come mai al Red Bull Ring il pilota della Ferrari non ha subito penalità

Il direttore di corsa ha spiegato la decisione di non penalizzare nessuno nell’incidente che ha rovinato la gara dei due giovani piloti nel GP di Stiria

Il contatto al primo giro tra Pierre Gasly e Charles Leclerc è stato archiviato come contatto di gara. Già a primo impatto si era capito che la toccatina tra i due piloti nell’allungo verso curva 3 fosse un normale incidente di gara, tra uno che si spostava verso l’esterno per preparare la staccata successiva e l’altro che invece andava verso destra per mettersi in scia al rivale.

Gli esiti, però, sono stati abbastanza drastici: Pierre Gasly è stato costretto al ritiro, mentre Charles Leclerc ha dovuto sostituire l’ala anteriore ritrovandosi ultimo. Nell’incidente è stato coinvolto anche l’incolpevole Antonio Giovinazzi toccato dall’Alpha Tauri senza controllo in curva 3.

“E’ stata ritenuta una di quelle situazioni in cui, trattandosi del primo giro, e considerando tutte le circostanze, si è preferito evitare ulteriori indagini, ha spiegato Michael Masi ai giornalisti, nella consueta conferenza post gara.

ANCHE I PILOTI CONCORDI CON LE DECISIONI

“Ero alla sinistra di Pierre, credo stesse cercando di prendere la scia dei ragazzi che erano leggermente alla sua sinistra, ed è andato a sinistra nello stesso tempo in cui cercavo di spostarmi per stargli dietro”, spiega Charles Leclerc. “Siamo rimasti sorpresi, entrambi, e abbiamo avuto un contatto. È stato un contatto molto piccolo che ha avuto conseguenze molto grandi per entrambi”.

“Alla fine della giornata non mi interessa molto che Charles non sia stato penalizzato perché la nostra gara era già finita, quindi non cambierà nulla un’eventuale penalità. Ho fatto una curva con quattro gomme e poi per il resto del giro sono stato con tre o due. È stato un piccolo contatto con Charles e poi la gomma è esplosa e basta. Molto frustrante”, afferma un Pierre Gasly rammaricato per non aver concluso una gara in cui avrebbe potuto ottenere punti pesanti.

Senza dubbio l’interpretazione dell’incidente da parte della direzione di gara è stata quella corretta. Leclerc e Gasly hanno mosso le loro vetture in modo ‘naturale’ rispetto alla pista. Inoltre la posizione di guida di tutti i piloti non consente di vedere il muso della vettura, per cui a quelle velocità (oltre 250 km/h) un contatto tra l’ala anteriore e la posteriore di un rivale può capitare.

Gabriele Gramigna

Mi chiamo Gabriele, sono un ragazzo molisano e studio chimica all'università di Padova. Dal 2018 scrivo per F1World, cercando di trasmettere la mia passione per la Formula 1 in tutti i miei articoli.

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